Presentazioni online, libri consigliati, pagine fotografate e accompagnate da uno stuolo di hashtag da #ioleggoacasa a #iorestoacasaeleggo e via così. Il mondo delle librerie indipendenti è stato stravolto ed è tutto da ripensare in questi giorni di sospensione, di irrealistica attesa.

Luigi Licci, Libreria Gulliver

«La cultura non si ammala di Coronavirus, anzi è una delle armi per combatterlo ma la situazione per le librerie indipendenti è particolarmente drammatica» spiega Luigi Licci, titolare della libreria di viaggio Gulliver di via Stella. Oltre a presentazioni di libri sui social, ha cercato di fronteggiare la chiusura obbligata anche usando la fantasia e amalgamando libri a bontà da assaggiare. «Ci siamo anche strutturati per consegne gratuite dei nostri volumi nel Comune di Verona con il servizio Deliveread- Mangia Bevi Leggi grazie all’ accordo con il Symposio wine bar di Via Stella – proprio accanto a noi – con il quale in passato abbiamo organizzato delle presentazioni. Tutte le informazioni sono sul nostri canali social. Come funziona? Sul sito symposiowine.it si possono ordinare prodotti enogastronomici e abbinare i volumi, che vanno invece ordinati via email (info@gullivertravelbooks.com) o dalle 11 alle 19 allo 045 800 7234». Quando si aprirà la porta, oltre al kit per un’apericena perfetta ci sarà anche la letteratura che abbiamo scelto per farci viaggiare.

Roberta Camerlengo, Pagina Dodici

La riflessione di Roberta, storica titolare della libreria di Corte Sgarzerie è come ci ha precisato lei una nota malinconica ma ottimista. «Ormai sono passate tre settimane dall’inizio delle misure restrittive conseguenza dell’emergenza sanitaria. I pensieri di una lettrice e di una libraia in questo lasso di tempo sono cambiati.

In un primo momento, inconsciamente, la reazione è stata guardare le pile di libri, vecchi e nuovi, distribuiti in tutta la casa e pensare che avrei potuto distrarmi. Poi è subentrato un senso di malinconia, per quanto i libri siano capaci di allontanarla facendo fare ad ogni lettore viaggi nel tempo e sulla superficie del mondo intero (a volte anche sotto la superficie), pensando che la chiusura di luoghi di incontro come le librerie si sarebbe potuta tradurre in una perdita del valore dello scambio, culturale e sociale, e che tutto si sarebbe orientato verso altro, in grado in questi tempi di mantenere legami di “fornitura” costanti. In realtà, mi sto rendendo conto, la ricchezza nutriente che si coltiva e cresce intorno ad una libreria fisica è solo congelata: le telefonate, i messaggi, gli incontri virtuali con i lettori (faccio fatica a chiamare “clienti” i frequentatori della libreria) in questi giorni sono tanti, tantissimi, affettuosi, partecipi: un patrimonio prezioso, che va oltre la “fornitura” di libri. Adesso è un momento davvero triste, le preoccupazioni per il futuro sono moltissime, ma confido che, pur con tempi lunghi e con innegabili difficoltà, il tessuto che negli anni si è creato intorno a Pagina dodici non ceda.

Ci vorranno pazienza, fatica, energia. Ci vorrà… comunità, quel senso di comunità che si è costruito nel tempo e che forse adesso si apprezza ancora di più». Questo il sito, per restare insieme online www.paginadodici.blogspot.com.