Il GRIS (Gruppo di Ricerca e Informazione Socio-religiosa) impegnato nello studio delle sette e dei movimenti religiosi, fornisce consulenza per quanti vivono una situazione di disagio correlata all’attività di aggregazioni che operano in ambito religioso, parareligioso, spiritualista e magico. Abbiamo intervistato Beatrice Marazzi, coordinatrice del Centro di ascolto e documentazione di Verona.

I sociologi parlano dell’affermarsi di un “nomadismo spirituale”, una tendenza anche veronese?

Negli ultimi trent’anni l’aumento esponenziale di movimenti religiosi di vario tipo, quasi tutti con caratteristiche fai da te, è la proiezione di un bisogno dell’uomo contemporaneo più che di elevarsi a Dio, di trascinarlo a sé.

Quanti sono i movimenti religiosi (in forme più o meno settarie) all’ombra dell’Arena?

Ci sono 70 gruppi diversi. Si va dai Movimenti del potenziale umano a quelli di area orientale (buddista e induista, ndr). Poi, gruppi o singoli che praticano cartomanzia e magia. C’è un discreto movimento di interesse per lo sciamanesimo e un consistente fenomeno legato a ritrovi e a centri di cultura prettamente New Age. Inoltre è presente un gruppetto di movimenti di area cristiana o pseudotale, legato spesso ad ispirazioni private assolutamente non confermate, catalizzatrici di un bisogno di fede più emotiva che consapevole e matura.

Qual è l’incidenza?

Noi stimiamo che ci sia un 10 per cento della popolazione di Verona che abbia un’effettiva partecipazione ad un movimento religioso. Possiamo fornire stime non numeri. Sono forme nebulose, diffuse nella pratica, ma non quantificabili.

Quali sono i movimenti a Verona dove emergono le maggiori criticità? 

Molte delle pratiche legate all’area New Age sono alla radice del fallimento dei contesti familiari e delle separazioni coniugali, oltre che, in alcuni casi, responsabili della destabilizzazione dell’identità personale. Alcuni di questi percorsi, essendo fortemente incentrati sul primato dell’io rispetto al resto del mondo, non sono compatibili con elementi come la conciliazione e la donazione, centrali in una dinamica di relazione.

Avete tante richieste di aiuto in questo periodo?

Sì, tutto grazie al passaparola. In questo periodo abbiamo casi di manipolazione mentale che vengono da iniziative apparentemente spacciate come percorsi di conoscenza di sé.

C’è differenza di genere nell’approcciare a queste realtà?

Nessuna prevalenza tra uomini e donne. Spesso non ci si rende conto di che fragilità il mondo New Age crei nella componente maschile, perché è la grande madre di tutti fallimenti esistenziali.

Conta l’età?

È un fattore rilevante. Mediamente, le persone che intraprendono percorsi di questo tipo non sono persone giovani. Prima dei 30 anni c’è una forte diffidenza in tutto ciò che sa di spiritualità.

Come si spiega il fenomeno?

Spesso la religione o l’adesione a un movimento religioso che si stacca notevolmente dalle nostre radici, non è altro che la copertura di un problema che stava sotto. Alcuni movimenti religiosi finiscono per diventare i collettori di disagi esistenziali. Sono spesso condivisioni di infelicità. Individuali, per altro.

Per informazioni è possibile chiamare questo numero 045-8083711 e lasciare un messaggio anche in forma anonima.

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