Home Amata Scrittura Vera Gheno:«L’italiano non deve essere salvato, deve solo essere amato»

Vera Gheno:«L’italiano non deve essere salvato, deve solo essere amato»

Ne è certa Vera Gheno sociolinguista e scrittrice, per anni anima del profilo Twitter dell’Accademia della Crusca. Ospite il 6 novembre scorso a Parona per un evento promosso da Pensiero Visibile, Gheno ha ribadito più volte quello che è pure il refrain del suo ultimo libro (Potere alle parole, Einaudi): noi siamo il lessico che scegliamo, le frasi che componiamo, perché «la parola è un costante atto di identità».

«È la storia di una relazione amorosa tra me e la lingua italiana». Introduce così il suo libro Potere alle parole (Einaudi), Vera Gheno dal salotto di Pensiero Visibile. La sociolinguista («e social-linguista» precisa, ridendo) è stata ospite il 6 novembre scorso al terzo appuntamento di Visibilia, format ideato dall’agenzia con base a Parona per delineare il presente e il futuro della comunicazione. Bilingue, carriera accademica, anni dietro la scrivania dell’Accademia della Crusca, a lavorare concretamente con il linguaggio. E quanto ha imparato ad amarlo nei suoi dintorni lessicali, rispondendo alle svariate impertinenze, richieste, «lamentele sulla degenerazione della lingua» come social media manager del profilo Twitter ufficiale dell’istituzione italiana. «L’Accademia ha una funzione descrittiva, non prescrittiva eppure tanti si confondono». Il suo compito è rendere conto della lingua di oggi non di fermare o silenziare la sua evoluzione. C’è resistenza all’introduzione di certe parole, poca flessibilità ad accoglierle ma «bisogna ricordare che tutto quello che succede alla lingua lo facciamo succedere noi parlanti» spiega l’esperta che da qualche mese è passata a Zanichelli. Ogni anno circa 200 parole nuove entrano di diritto nei nostri vocabolari, con buona pace dei puristi della lingua. E sui neologismi Vera Gheno non smette di erogare consulenze linguistiche gratuite: «apericena? È una parola da ormai 18 anni, accettiamolo e smettiamo di accanirci». Ama l’italiano e lo sa rendere così maestoso, trasforma la sintassi in un’esperienza, regala aneddoti come quello sull’origine del linguaggio: «è nato per fare gossip», scaturito dalla necessità di «sparlare degli altri». Ai nostri antenati è sembrato troppo difficile veicolare un pettegolezzo con il solo ausilio dei grugniti e quindi sono state inventate le parole.

Vera Gheno con il team di Pensiero Visibile (Foto Facebook Pensiero Visibile)

Con il suo ultimo libro, Potere alle parole, («un titolo francescano, lo volevo così, senza sbavature») Gheno punta a «risvegliare la coscienza linguistica – che per me diventa anche coscienza civile e sociale – dal basso, una persona per volta». Una buona comunicazione è il risultato di una buona lingua, di buone parole. «E comunicare bene è un favore che si fa a se stessi» perché se da un lato oggi, nella società della comunicazione, chi è in grado di comunicare meglio riesce ad avere più potere, dall’altro un lessico prosperoso permette di «dipingere con pennellate più precise anche i nostri pensieri». In questo risiede il potere delle parole. Nella possibilità di «far vedere chi si è». Noi continuamente raccontiamo qualcosa di noi stessi agli altri attraverso le parole che scegliamo. «Non sono un accessorio dell’umanità. Sono il suo centro». Verità che chiamano a raccolta tutti, professionisti della comunicazione e semplici, si fa per dire, parlanti. Responsabilizzarsi quando si parla, quando si scrive è il compito di ciascuno. L’uso esatto delle parole ha molto a che fare con l’etica ma anche con la comprensione del mondo. «Per pensare con chiarezza bisogna scrivere e dire con chiarezza».

Ma come amare meglio la nostra lingua? Altolà alla spocchia dei “grammar nazi”, bene a circoscritte concessioni quando si tratta di anglismi ma attenzione alla sciatteria mentre si scrive. «Non usare la rete come il tinello di casa propria» questa, in sostanza la regola aurea al centro di un’altra recente pubblicazione della Gheno, Tienilo Acceso (scritto assieme a Bruno Mastroianni) con puntale riferimento al cervello dell’utente che pubblica sui social. «Non ci sono scuole che producono haters» ma solo gente che non si rende conto di cosa sta facendo. Non capisce che quando scrive online è come se uscisse a parlare sul balcone. «Sì, certo: è casa tua. Ma solo i pazzi escono in terrazzo nudi».

Foto Facebook
IN BREVE

Chi è Vera Gheno?

Vera Gheno è sociolinguista e traduttrice dall’ungherese; ha collaborato con l’Accademia della Crusca fino a giugno 2019 e ora è social media manager per Zanichelli, oltre ad essere docente presso l’Università degli studi di Firenze. È autrice di saggi divulgativi, scientifici e libri tra cui Guida pratica all’italiano scritto (2016) e Social-linguistica. Italiano e italiani dei social network (2017). Nel 2018, ha pubblicato insieme a Bruno Mastroianni Tienilo acceso. Posta, commenta, condividi senza spegnere il cervello.