Lo stabilimento fondato da Antonio Galtarossa è un simbolo nelle memorie veronesi: l’attività di fonderia dai primi anni del 900 ha intrecciato la sua storia con quella della siderurgia italiana, caratterizzando il tratto di lungadige omonimo che da ponte San Francesco si dirama verso il centro città.
Dal 2015 l’azienda è parte, con il nome Acciaierie di Verona, del Gruppo Pittini, uno dei principali produttori di acciaio per l’edilizia e per il settore meccanico. Una realtà consolidata e un grande gruppo che sta portando avanti un profondo rinnovo del polo veronese. A raccontarlo è Marcello Leali, Amministratore Delegato di Acciaierie di Verona.


Ing. Leali, partiamo dal principio. Che realtà è oggi Acciaierie di Verona?
Acciaierie di Verona è una realtà elettrosiderurgica, cioè produce acciaio partendo dai rottami ferrosi come materia prima, utilizzando energia elettrica e metano per la sua trasformazione. Il nostro prodotto finito viene impiegato prevalentemente nell’edilizia, per la realizzazione di soluzioni in acciaio per cemento armato, ma alimenta anche diverse filiere manifatturiere per applicazioni di uso comune.


Può farci qualche esempio?
Il nostro prodotto principale che è la vergella, trova impiego anche nell’industria meccanica, dov’è successivamente trasformata nei più svariati prodotti e componenti di utilizzo quotidiano: dall’automotive alla minuteria metallica. Ne sono esempi le griglie che troviamo all’interno degli elettrodomestici, le gabbiette per le bottiglie di spumante, le recinzioni, i carrelli per la spesa. Tutto quello che è realizzato in acciaio trafilato potrebbe venire da noi.


Diceva prima che la produzione parte da rottami ferrosi. Portate avanti un’azione di rigenerazione?
L’elettrosiderurgia è per definizione economia circolare: l’acciaio è un materiale permanente ossia può essere riciclato infinite volte. Il nostro ciclo produttivo inizia dalla raccolta del rottame ferroso, nostra materia prima, che viene rifuso tramite l’utilizzo del forno elettrico diventando un nuovo prodotto.


Tutto l’acciaio viene prodotto così?
No. Accanto a questo modello produttivo esiste quello a ciclo integrale (da altoforno) che, a differenza di quello presente in Acciaierie di Verona, parte dal minerale e dal carbone e ha un impatto ambientale notevolmente superiore. Il nostro processo fusorio è basato esclusivamente su forno elettrico, tecnologia sostenibile e rispettosa dell’ambiente.


Che cambiamenti hanno coinvolto lo stabilimento veronese dall’entrata nel Gruppo Pittini?
Il cambio è stato radicale. Per prima cosa, nel sito di Verona è stato dato il via nel 2016 a un piano industriale denominato Masterplan, con l’obiettivo di rendere economicamente sostenibile l’azienda, migliorando la qualità dei prodotti finiti. Per questo è stato avviato un percorso di rinnovamento impiantistico ed infrastrutturale dell’intero sito industriale. L’elemento centrale del piano è stata la realizzazione di un nuovo stabilimento produttivo: il nuovo laminatoio 4.0, ancora oggi uno dei più innovativi al mondo, sul quale campeggia la scritta “ACCIAIERIE DI VERONA”. Il calore recuperato da questo impianto viene ceduto alla rete di teleriscaldamento cittadina per riscaldare le utenze domestiche.

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Una forte azione di ammodernamento tecnologico, quindi?
Secondo noi l’innovazione attraversa diversi aspetti, non solamente la pura tecnologia. Deve essere innovativo il prodotto che si propone al cliente, le tecnologie impiegate per realizzarlo ma deve esserci innovazione anche sull’impatto che i processi e gli impianti hanno nei confronti delle persone e del territorio che ci circonda.


Per questo avete avviato il programma di sviluppo per la tutela ambientale Sustainable Steel?

Esatto. Nell’ambito del progetto Sustainable Steel (Susteel) avviato nel 2020 abbiamo già realizzato diversi interventi: il potenziamento dell’impianto fumi, che raccoglie e tratta i fumi prodotti dall’acciaieria ed il sistema di trasferimento automatico delle billette dall’acciaieria al laminatoio, che consente un notevole risparmio energetico (meno consumo di gas) ed una notevole riduzione del traffico di mezzi interno allo stabilimento. Infine, è in corso di realizzazione la copertura del parco rottame esterno.


Questo implica un’azione di ricerca e sviluppo interna non indifferente.
Assolutamente sì, e questo è il vantaggio di far parte di un Gruppo internazionale, storico, che negli ultimi decenni ha sviluppato un know-how in materia veramente importante e che ha all’attivo svariati progetti di ricerca, in collaborazione con diverse Università nazionali, internazionali e centri specializzati. Grazie alla ricerca continua, solo per fare un esempio, siamo riusciti negli ultimi 3 anni a ridurre di oltre il 50% i residui di produzione dello stabilimento, andando a riutilizzare la scoria di acciaieria per valorizzarla in un nuovo prodotto, la Granella®, utilizzato come aggregato artificiale nella realizzazione di manti stradali e manufatti cementizi sostituendo materiali di origine naturale come porfido e basalto. Ottenendo in questo modo un duplice vantaggio in termini ambientali.


Parlava di sviluppo del know-how interno. Come viene gestita la formazione del personale?
La formazione è una leva di sviluppo fondamentale per il Gruppo Pittini e da qui la scelta di fondare, nel 2003, una propria scuola aziendale, Officina Pittini per la formazione, in grado di erogare formazione tecnica e trasversale per accrescere e aggiornare le competenze di tutti i nostri collaboratori, con una particolare attenzione per il tema della sicurezza. Inoltre, abbiamo un fitto legame con il mondo dell’istruzione: ospitiamo in azienda diversi progetti ITS e siamo presenti con iniziative di alternanza scuola-lavoro rivolte agli Istituti del territorio.


Quali sono le sfide che oggi incontrate nella ricerca di personale qualificato?
Sicuramente l’innovazione tecnologica ci richiede profili e competenze tecniche sempre più specializzate. Visto l’elevato grado di automazione e le evoluzioni dell’intero settore, ad essere cambiata nel tempo è la tipologia stessa di lavoro svolto dai nostri collaboratori, non più solo coinvolti in attività operative ma anche di conduzione, gestione e manutenzione degli impianti. Una sfida nella ricerca di personale è rappresentata dalla necessità di favorire il passaggio tra scuola e azienda. Con l’obiettivo di rispondere alle crescenti richieste da parte dei reparti produttivi, con l’aiuto della nostra corporate school, proponiamo innovativi percorsi di formazione-lavoro finalizzati a preparare internamente e inserire giovani tecnici specializzati di difficile reperimento.


Una nuova visione aziendale quella che ha abbracciato Acciaierie di Verona.
Assolutamente, ed è importante sottolineare come questa sia stata portata avanti a 360° in tutte le aree aziendali. Per la logistica, ad esempio, l’innovazione è partita da un bisogno concreto della città: ridurre il traffico causato dal trasporto pesante su gomma. Partendo dalla fortuna di avere un raccordo ferroviario all’interno dello stabilimento, abbiamo cercato di massimizzare l’utilizzo della ferrovia in sostituzione del traffico su strada.


C’è ancora molto lavoro da fare ma è in questa direzione che vogliamo continuare a lavorare per il futuro delle Acciaierie di Verona.

Contatti

Sede legale
Zona Industriale Rivoli, 33010, Osoppo (UD)
Tel:0432 062811
Stabilimento
Lungadige A. Galtarossa, 21-C, 37133, Verona
Tel: 045 8058111
www.pittini.it

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