La mancanza d’acqua rappresenta una delle principali urgenze da affrontare per il prossimo futuro. Questa prima parte di 2022, con siccità prolungata e temperature al di sopra della media, ha reso quest’esigenza ancora più stringente. Come gestore del Servizio Idrico Integrato, Acque Veronesi ha già pensato a risposte concrete per questi scenari, pianificando strategicamente soluzioni efficienti di gestione e distribuzione dell’acqua. Proprio nell’ottica del miglioramento del servizio distribuzione si inserisce il nuovo acquedotto della Lessinia, un intervento di raddoppio della linea esistente che porta acqua da Peri fino al serbatoio di Michelazzi, nel comune di Sant’Anna d’Alfaedo. La nuova linea consegnerà alla Lessinia un importante strumento per ridurre le criticità dovute alla siccità. La nostra montagna, infatti, dispone di una limitata quantità d’acqua che, per quanto riguarda questa parte della Lessinia, viene integrata attraverso le falde della val d’Adige e di Verona. Durante l’estate, soprattutto nei casi in cui l’inverno sia stato poco piovoso e le sorgenti non si siano potute adeguatamente ricaricare, le sorgenti stesse faticano a soddisfare l’aumento della richiesta d’acqua. In situazioni limite la soluzione era integrare i serbatoi con le autobotti, causando evidenti disagi per le persone e le attività. La nuova opera, pronta per la fine del 2022, collegherà il campo pozzi di Peri (a quota 120 metri sul livello del mare) al serbatoio di Michelazzi (a quota 1000 metri circa), con un rilancio intermedio in località Col Dosson.

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Un investimento di 2.8 milioni di euro (di cui un milione dal “fondo comuni di confine”), per quattro chilometri di acquedotto che risaliranno un dislivello di oltre 800 metri, garantendo un incremento del 56% della sezione di passaggio dell’acqua, che si traduce in un significativo risparmio energetico e in un importante aumento della portata, reso possibile dal nuovo pozzo, realizzato sempre da Acque Veronesi, alla centrale di Peri. “Realizzare questa condotta ha richiesto delle modalità operative complesse, perché siamo in presenza di tratti con pendenze elevatissime. Far lavorare le nostre squadre in queste condizioni ha comportato tempi più lunghi e attenzioni specifiche per la sicurezza” spiega Roberto Mantovanelli, Presidente di Acque Veronesi, che prosegue: “La sua realizzazione è stata per Acque Veronesi una grande sfida e, per il mio mandato, uno degli investimenti più significativi che, in periodo di crisi idrica come quello che stiamo vivendo, mostra chiaramente la sua valenza.” Il progetto prevede la posa di nuova condotta in acciaio che affiancherà l’esistente, realizzata più di cinquant’anni fa e sarà costituito da tre tratte specifiche. La prima, da 500 metri, collegherà il campo pozzi di Peri alla provinciale 57 (la Peri-Fosse) attraverso un tracciato orizzontale caratterizzato dalla necessità di attraversare la linea ferroviaria del Brennero e la Statale 12. Il secondo, da un chilometro e mezzo, collegherà il precedente tratto all’impianto intermedio di Col Dosson. Il tratto finale, di due chilometri, sarà quello che dall’impianto di rilancio collegherà al serbatoio di Michelazzi.

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