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L’istituto alberghiero Angelo Berti di Chievo è stato tra i primi, nel veronese, a capire l’importanza delle esperienze lavorative all’estero che per uno studente significano assumere competenze linguistiche oltre che professionali. E pensare che l’alternanza scuola-lavoro, trasformata in PCTO (Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento) ora al centro delle attività didattiche, era estranea agli istituti alberghieri fino agli anni 90.

Scambi europei che l’istituto può fare grazie ad una rete ben strutturata di consorzi e collaborazioni con scuole alberghiere di diversi Stati. «Siamo nel consorzio degli istituti alberghieri del Veneto, nella rete nazionale RENAIA, che conta quasi 200 scuole alberghiere, e nella rete europea AEHT» spiega il Dirigente Scolastico prof. Domenico Bongiovanni.

Una rete regionale tra le più antiche in Italia, con cui si chiedono finanziamenti ministeriali e si partecipa a bandi europei; una rete nazionale che serve soprattutto per interloquire con il ministero in occasione di provvedimenti legislativi e, infine, una rete europea che favorisce la mobilità internazionale.

«Andando all’estero i ragazzi imparano aspetti nuovi di cucina e di lingua. – prosegue Bongiovanni – Se i ragazzi vogliono trovare un lavoro, tutte le realtà che fanno parte di queste tre reti così consolidate diventano per noi punti d’appoggio. Così come noi possiamo fare lo stesso con ragazzi stranieri, o di altre sedi, che vogliono fare un’esperienza in Italia e a Verona». 

È questa la dimensione da seguire per il futuro dell’Istituto, che punta dritto ad essere una realtà in cui sarà sempre più abituale, per uno studente, girare l’Italia e l’Europa per fare stage e saper parlare almeno un paio di lingue. Per fare questo, serve avere una didattica sempre più organizzata sulle competenze, ragionare sugli obiettivi da raggiungere non soffermandosi più sul voto numerico. Così i ragazzi si metteranno al servizio del mondo del lavoro con le giuste competenze, arricchiti da quell’approfondimento culturale che offre la scuola.

Viaggiando, i ragazzi assumono inoltre una visione internazionale del cibo e fanno esperienze di tipi di cucina diversa. «La assimilano, la replicano, la integrano nell’offerta tradizionale italiana. –  conclude il Preside. – I piatti stranieri possono entrare nell’uso comune della nostra cultura e a scuola si possono studiare dal punto di vista storico e culturale. E così il cibo, la cucina, diventano strumenti per educare alla tolleranza e all’integrazione, ancor prima di farsi mestiere».

L’istituto Berti

L’I.P.S.E.O.A. Angelo Berti offre un corso quinquennale di istruzione professionale che porta al Diploma di “Tecnico per i Servizi Enogastronomici e dell’Ospitalità Alberghiera” (con i percorsi di Enogastronomia, Arte bianca e pasticceria, Sala-bar e Vendita e Accoglienza Turistica); un percorso triennale di formazione professionale regionale che porta al Diploma di Qualifica professionale articolato in Preparazione pasti e Sala e bar, un quarto anno di specializzazione della formazione professionale con il Diploma di Tecnico della Ristorazione ed un corso serale che permette di conseguire in tre anni il diploma di Tecnico dei Servizi per l’Enogastronomia e l’Ospitalità alberghiera.