Uno dei problemi più grandi per una persona anziana, e non solo, che sente poco è capire bene cosa viene detto in televisione, specie con i modelli più moderni che hanno gli altoparlanti in posizione posteriore anziché frontale come quelle di una volta.

Per conoscere le difficoltà che si incontrano in una situazione come quella sopra descritta bisogna chiarire quali suoni compongono le parole e come si propagano nell’ambiente in cui viviamo. Le parole, infatti, sono composte da vocali e consonanti: le prime, con frequenza “bassa”, cioè grave, sono rappresentate da onde sonore di dimensioni di circa 2-3 metri, mentre le consonanti, dalla frequenza più “alta”, e cioè più acuta, hanno dimensioni più ridotte di 50-60 centimetri.

Nei televisori di un tempo, con gli altoparlanti frontali, le onde andavano a colpire direttamente, cioè senza riflessioni, la persona, permettendo una buona comprensione. Oggi, nella stragrande maggioranza, gli altoparlanti sono dietro al televisore, il suono arriva per riflessione, cioè rimbalza sulle pareti della stanza prima di arrivare all’orecchio della persona che ascolta creando degli echi, del riverbero che storpia le parole emesse tanto che alcune frequenze che vengono addirittura modificate facendo capire una cosa diversa da quella emessa.

Ad essere “storpiate” sono soprattutto le frequenze acute, cioè le consonanti. Può succedere che se viene emesso un suono con la frequenza della lettera “S” all’orecchio di chi ascolta arriva la frequenza “F” per cui parte dal televisore la parola “sane” ed arriva invece all’orecchio la parola “fane”.

Per ovviare a questi inconvenienti è necessario modificare l’ambiente inserendo tappeti e tendaggi che assorbono i suoni, eliminando i riverberi. Inoltre è opportuno aggiungere delle casse acustiche davanti al televisore. Se non ci fossero in dotazione, un modo economico è prendere delle casse acustiche amplificate da computer, inserire l’ingresso audio delle casse nella uscita cuffia della TV. Si otterrà un vero e proprio sistema di ascolto molto fedele che, limitando il riverbero, permetterà soprattutto ai deboli di udito di sentire meglio i dialoghi.

Inutile sottolineare che per i portatori di protesi acustiche oggi è possibile fare arrivare la voce della TV direttamente nella protesi senza fili, in questo modo si aumenta la comprensione perché il suono viene percepito chiaro e senza il rumore ambientale, ma soprattutto si mette in atto una vera e propria “riabilitazione del linguaggio” in quanto i suoni percepiti più chiaramente vanno a “rinfrescare la memoria acustica” permettendo al debole di udito di avere una migliore percezione quando andrà per strada o in un luogo affollato.

È importante ricordare che una persona anziana, che di per sé fa una vita molto più limitata socialmente di quando era giovane, va inserita il più possibile nel mondo dei suoni, per permetterle di capire meglio le conversazioni ed avendo maggiore soddisfazione nelle relazioni che intrattiene con le altre persone.