Con la legge di conversione n. 215/2021 diventano strutturali e si ampliano le modifiche apportate al D. Lgs. 81/08 dal D.L. 146/2021. 

Visto che l’andamento degli infortuni con esito mortale per l’anno 2021 si conferma pressocché in linea con i dati statistici INAIL relativi al periodo 2016 – 2020, solo la fine del 2022 ci dirà se queste novità avranno sortito l’effetto sperato di ridurre i morti sul lavoro e in che misura. 

Nell’immediato, alcune fra le novità più impattanti sull’organizzazione d’impresa sono: la nomina obbligatoria del preposto; il rafforzamento delle competenze di vigilanza e ispezione all’Ispettorato Nazionale del Lavoro; la revisione totale del potere di sospensione dell’attività d’impresa sia per lavoro sommerso che per gravi violazioni di sicurezza.

Nello specifico il nuovo Accordo Stato Regioni che dovrà sostituire e rivisitare quelli tuttora esistenti, si prevede in merito ai preposti che l’unica modalità formativa divenga quella in presenza da ripetersi con cadenza almeno biennale «e comunque ogni qualvolta sia reso necessario».

Questa nuova previsione formativa rafforzata per il preposto è accompagnata da un apparato sanzionatorio per l’ipotesi in cui sia omessa: la pena alternativa dell’arresto da due a quattro mesi o dell’ammenda da 1.474,21 a 6.388,23 euro.

La previsione di un preposto aziendale obbligatorio avrà ricadute immediatamente positive già in sede d’ordinaria ispezione in materia di sicurezza del lavoro. Si va a rideterminare i confini di responsabilità dei datori di lavoro da attribuirsi col verbale di prescrizione obbligatoria, distribuendolo anche ai preposto aziendali, ognuno avente una propria sfera di garanzia.

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L’altro filone trainante è il provvedimento cautelare di sospensione dell’attività imprenditoriale o di una sua parte o del solo lavoratore. Esso non ammette più margini di discrezionalità da parte degli organi di vigilanza. La sospensione può essere attivata immediatamente o entro le ore dodici del giorno lavorativo successivo. 

Distinguiamo poi due ordini di sospensioni: per lavoro cd. Nero e per gravi violazioni in materia di sicurezza.

In materia di sospensione per lavoro irregolare, si assiste alla riduzione della soglia di lavoratori irregolari per cui si deve applicare il provvedimento di sospensione passando dal 20% all’attuale 10%.

Con riguardo invece alla sospensione in materia di salute e sicurezza è venuto meno il requisito della reiterazione con la permanenza del solo requisito della gravità. 

Si modifica anche l’elenco delle gravi violazioni in materia di sicurezza sul lavoro contenute nell’All. I del D. Lgs. 81/08 abbinando ad ognuna delle 13 fattispecie una somma aggiuntiva all’ordinaria sanzione già prevista per la violazione commessa. Tale somma viene comminata con la sospensione e deve essere pagata subito se l’imprenditore vuole ottenere la revoca del provvedimento e riprendere l’attività d’impresa.

Infine il nuovo art. 13 D. Lgs. 81/08 prevede il potenziamento del ruolo dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro.

Le funzioni di vigilanza generale sull’applicazione della legislazione in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro sono state parificate a quelle delle Aziende Sanitarie Locali. 

Si tratta di una novità di portata storica dal momento che era dai tempi della riforma sanitaria del 1978 che la titolarità principale della vigilanza in materia di prevenzione infortuni era affidata ai servizi ispettivi delle ASL.

Il presente articolo è promosso dalla società Contec AQS con la collaborazione del Dott. Ing. Francesco Gallo, al fine di dare un’analisi critica e costruttiva delle principali novità introdotte dal D.L. 146/2021.

1 In base alla Circ. INL n. 492 /2020 le opinioni espresse hanno carattere personale e non impegnano  in alcun modo l’amministrazione di appartenenza.

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