Il 19 marzo scorso, Confartigianato Imprese Verona ha celebrato il suo 75° anniversario dalla fondazione. Un’Associazione di rappresentanza del mondo artigiano e della micro, piccola e media impresa scaligeri.

«Un tempo la chiamavamo Unione Provinciale Artigiani e di strada, in questi oltre sette decenni, ne abbiamo fatta molta». Parole del presidente di Confartigianato Imprese Verona, Roberto Iraci Sareri che, in occasione del 75° anniversario dalla fondazione, ribadisce l’importanza e il valore dell’associazione di categoria che anche nella nostra città vanta una storia importante.

Presidente, come arrivate a questo appuntamento storico per l’Associazione?

In questi decenni siamo cresciuti, siamo cambiati e ci siamo evoluti assieme ai diversi sviluppi che hanno caratterizzato il lavoro artigiano, la sua gestione e tutela, l’economia globale e la società. Lo abbiamo fatto mantenendo intatti lo spirito e i valori che animarono il gruppo di uomini coraggiosi che, il 19 marzo 1946, ai piedi di un’Italia e di una Verona in macerie decisero di ripartire, di ricostruire, di aiutarsi tra loro e di aiutare gli altri. Oggi, vogliamo fare in modo che gli “eroi” delle imprese veronesi continuino a credere in noi e possano trovare nella nostra Associazione il supporto necessario ed una risposta ad ogni loro esigenza, nonostante le difficoltà.

Come sta l’artigianato veronese, dopo 75 anni nei quali lo avete osservato e supportato da vicino?

Se questa domanda mi fosse stata rivolta un anno e mezzo fa, probabilmente avrei risposto che nonostante tutto sta bene, anche se quotidianamente impegnato a farsi strada in un Paese che, pur avendo un universo imprenditoriale composto per il 99% da micro, piccole e medie imprese, da sempre le relega in secondo piano, concentrandosi su politiche molto più attente alle grandi aziende.

E oggi come risponde?

Con l’esplosione della pandemia, tutto è cambiato: l’impreparazione, non solo italiana, ma mondiale, di fronte ad un evento di questo tipo, ha generato risposte inadeguate, che stanno creando profonde ferite nel tessuto economico e sociale. Solo per guardare al nostro mondo, il 32% delle aziende di piccola e media dimensione è a rischio. Nel 2020 il valore della produzione delle nostre aziende di manifattura e servizi è crollato dell’11%.

Cosa significa, per un’associazione di categoria, confrontarsi con imprenditori preoccupati, non certo per colpa loro?

Fin dal febbraio dello scorso anno anche noi abbiamo dovuto rivedere il nostro modo di operare, aumentando il lavoro e l’impegno, adattandolo alla digitalizzazione obbligata per raggiungere comunque gli associati e gli utenti dei nostri servizi.

Cosa ne pensa dei cosiddetti “ristori” per quanto riguarda la loro efficacia per aiutare le imprese in difficoltà?

Si potrebbe discutere a lungo sulla validità della “risposta” alla crisi economica che i governi, sia l’attuale sia il precedente, sembra considerino l’unica valida. La realtà è che vanno pensate altre strade per il futuro prossimo, come decontribuzioni, detassazioni, taglio del costo del lavoro e altre soluzioni fiscali che non siano solo ed esclusivamente indennizzi insufficienti. Tra l’altro con i cosiddetti “ristori” e con bonus a pioggia, su qualsiasi cosa, è stato aumentato in maniera preoccupante il debito pubblico, e prima o poi, per tamponare quell’emorragia, temiamo che i soldi ci verranno richiesti indietro in un modo o nell’altro.

Quali sono le sfide all’orizzonte?

La vera sfida ci attenderà quanto tutto sarà finito: sarà allora che conterà davvero l’unione e la voce unica e forte che arrivi là dove il singolo non può arrivare.

Qual è il suo messaggio per il futuro?

Molto non ha funzionato e non sta funzionando nella risposta alla pandemia: la chiusura non può essere l’unica risposta, a più di un anno di distanza. Il Covid non è più un turista del mondo, ma un residente, con il quale non possiamo pensare di convivere isolandoci ancora a lungo. Al momento la via d’uscita pare essere il vaccino, quindi, si proceda rapidamente e in modo massiccio: fatto quello e messa in sicurezza la popolazione, ci auguriamo almeno entro la fine di quest’anno, si possa invertire la tendenza dell’economia, ricominciando a vivere e a lavorare tutti.

Box: I servizi per gli imprenditori

«La nostra struttura può rispondere tutti i bisogni di servizio delle imprese. – spiega Valeria Bosco, Segretario di Confartigianato Imprese Verona e Direttore di UPA Servizi – Siamo accanto all’imprenditore e alla sua azienda in tutte le fasi dell’attività. Non c’è ambito nella gestione e nella vita di un’azienda nel quale non possiamo mettere a disposizione la nostra competenza, professionalità ed attenzione».

UPA Servizi Srl è la società che Confartigianato Verona ha costituito nel febbraio del 1996 per la consulenza in materia fiscale, contabile, gestionale, e per la  sicurezza, l’ambiente, il credito, la promozione, il marketing, la fornitura di energia elettrica e gas, e ancora la gestione del personale, le tematiche contrattuali e di lavoro, il patronato, la certificazione qualità, formazione per titolari e dipendenti, la privacy, i servizi Ebav, assicurativi, legali e quant’altro possa interessare la gestione, le opportunità, i rapporti commerciali e lo sviluppo di tutte le imprese artigiane di qualsiasi settore, categoria e mestiere.

«Negli ultimi anni c’è stata un’evoluzione marcata dei servizi dedicati alle persone, – conclude Valeria Bosco – che si affiancano a quelli che sono a disposizione delle imprese. Questo perché i nostri artigiani sono loro stessi prima di tutto cittadini, ed hanno al loro fianco le famiglie e i collaboratori. L’attività, dunque, è stata integrata con una serie di servizi rivolti a tutti, lavoratori e lavoratrici, pensionati, cittadini comuni, al di là della loro adesione o meno all’Associazione».

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