CAMPOSILVANO

È tempo di bilanci per il GAL Baldo – Lessinia, Il Gruppo di Azione Locale che mira a sostenere la creazione di nuove attività imprenditoriali e rafforzare l’identità territoriale, in particolare col recupero e la diffusione dei prodotti locali, la promozione della rete museale e del patrimonio storico-culturale. Con i suoi 53 soci pubblici e privati, rappresenta un importante partner per la provincia di Verona.

Volge al termine, infatti, il settennato del Piano di Sviluppo Rurale, che corrisponde a tanta progettazione territoriale, ingenti risorse innestate nel territorio e numerosi progetti realizzati. «Come GAL Baldo – Lessinia – racconta il presidente Ermanno Anselmi – vantiamo un ottimo risultato in termini di efficacia di spesa calata nel territorio, con una percentuale del 98% di distribuzione delle risorse. Questo significa non solo aver calato bene le risorse nel territorio, ma anche essere stati in grado di animare il territorio, di coinvolgere stakeholder e interessati e di aver fatto con loro una solida progettazione territoriale di sviluppo».

La conferma arriva dai numeri: su circa 7 milioni e mezzo di euro elargiti dal GAL negli ultimi 6 anni, si sono ottenuti risultati per 12 milioni di euro, con uno sforzo da parte dei privati di circa 4,5 milioni di euro. Sono state 159 le domande finanziate nel settennato per investimenti nel territorio, ovvero il 64% delle domande protocollate; a beneficiarne soprattutto soggetti privati.

«Va sottolineato – spiega Anselmi – come in questi anni la spesa tra attività agricole ed extra-agricole risulti più o meno equiparabile, attestata intorno al 30% per entrambi i settori. Molti investimenti sono stati fatti verso nuove imprese e abbiamo assistito a belle sperimentazioni, soprattutto in ambito agricolo».

Negli ultimi anni il GAL ha portato a compimento i 5 progetti chiave previsti dal Piano di Sviluppo Locale  (Il cammino del Bardolino, l’alta via della Lessinia, La Dorsale della Storia nell’est veronese, il cicloturismo in Valpolicella e il turismo sportivo sul Baldo) ma è soprattutto riuscito a sviluppare e portare avanti anche iniziative immateriali, in particolar modo l’iscrizione degli Alti Pascoli della Lessinia nel Registro nazionale dei paesaggi rurali storici.

Un risultato storico, frutto di un grande lavoro di squadra iniziato nel 2015, che ha visto coinvolti sei comuni veronesi (Erbezzo, Selva di Progno, Velo Veronese, Sant’Anna d’Alfaedo, Bosco Chiesanuova, Roverè Veronese), oltre a due comuni trentini, uno vicentino, società agricole private e partner istituzionali.

«Il risultato non è stata solo l’iscrizione in sé – spiega Anselmi – ma soprattutto essere riusciti a costruire il processo, mettendo in cooperazione una molteplicità di soggetti istituzionali e privati nella realizzazione sia di progetti immateriali che in progetti di infrastrutture pubbliche. Le piccole comunità montane della Lessinia, dove manca la cultura della cooperazione, hanno lavorato insieme, abbandonando ogni campanilismo. Pensiamo anche alla realizzazione della Vecia Via della Lana, che probabilmente inaugureremo a settembre, nella quale 6 comuni si sono coordinati per costruire un progetto di area vasta. Il più grande risultato di questo settennato è proprio questo: aver mostrato come ragionare di gruppo, in termini di cooperazione, di area vasta, l’aver fatto comunità».

Il GAL Baldo – Lessinia non si è fermano neanche nel periodo di emergenza sanitaria, nonostante la necessità di reinventarsi e riorganizzare e azioni programmate sul territorio. Nonostante la pandemia, sono state oltre 60 le domande di finanziamento pervenute sulle attività extra agricole (turismo, ricettività, artigianato) di cui 38 finanziate.

«Anche nel corso del 2020 siamo riusciti a calare molte risorse sui territori, riuscendo a fare rete anche lavorando da remoto. Siamo orgogliosi del fatto che molti dei nostri partner non hanno rinunciato a fare investimenti previsti e nel corso del 2021 vedremo la realizzazione e l’ultimazione di tantissime iniziative, sia pubbliche che private».

Nell’ultimo anno il GAL Baldo – Lessinia ha riorganizzato anche la sua struttura interna, integrando personale e inserendone di maggiormente qualificato. «Siamo migliorati nella comunicazione – racconta Anselmi – mettendo al centro la comunità. Sui nostri canali, infatti, ogni martedì e venerdì esce un contributo visivo dedicato ai beneficiari di fondi del GAL, in cui diamo evidenza alle loro storie. Dietro un finanziamento o un aiuto, infatti, c’è un’azienda o una persona, un’idea o un sogno da realizzare. In questi contributi raccontiamo come funziona il GAL e cosa è stato realizzato nel concreto. Ci auguriamo sia d’ispirazione affinché altri trovino il coraggio di intraprendere e portare avanti nuove iniziative».

Il prossimo biennio sarà per il GAL Baldo – Lessinia un momento di transizione, dovuto al particolare momento pandemico che ha mostrato la necessità destinare ulteriori risorse ai GAL veneti, da calare nel territorio verso realtà agricole, extra agricole o enti pubblici. Prenderà il via poi il nuovo Piano di Sviluppo Locale, per il quadriennio 2023-27, previa approvazione europea. Guardando al futuro una cosa è certa: non ci si potrà concentrare solo sul turismo. «Questo ce lo ha insegnato la pandemia – rivela Anselmi – mostrandoci come un paese che faceva dell’attività turistica il motore trainante si è ritrovato bloccato e i nostri paesi di montagna hanno vissuto dei momenti davvero difficili. Serve indirizzare risorse verso progetti di comunità sociali e di filiera, non pensando solo a turismo e agricoltura, ma integrando le diversità di produzione e di settore. Nelle nuove politiche, anche in territorio marginali, si deve pensare ad attività che possono diversificare il business, ragionando su comunità allargate. Dobbiamo puntare ad aumentare i posti di lavoro nel territorio, aumentarne la massa critica produttiva, in ottica di riduzione dello spopolamento e abbandono delle terre. In questa direzione va il nostro impegno quotidiano».

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