Fondata a Verona nel 1998, da allora Green School, scuola di lingue ma anche centro di servizi linguistici, forma studenti di ogni età con metodi di insegnamento efficaci e coinvolgenti, adatti alle più diverse esigenze. Il team attuale, operativo nella scuola da circa cinque anni, conta circa 30 docenti e offre lezioni sia per lingue europee che asiatiche. Green School, reduce da grandi cambiamenti in seguito agli eventi pandemici degli ultimi anni, ha chiari gli obiettivi per il futuro e le necessità dei suoi studenti. Abbiamo incontrato Richard Dylan, uno dei docenti madrelingua della scuola. 

Richard, negli ultimi anni tutte le scuole hanno affrontato un grosso cambio di paradigma, trasferendosi online e rinunciando alla presenza. Come avete affrontato questo salto in Green School?

Abbiamo iniziato ampliando l’offerta di lezioni online e, in concomitanza, ad essere molto più presenti sui social, aprendo un account su TikTok. Oggi, a emergenza passata, sono due attività che continuiamo a portare avanti, perché ci permettono di raggiungere studenti in luoghi che non avremmo mai potuto raggiungere. Il nostro essere indipendenti, e non una scuola in franchising, ci ha permesso di sperimentare in vari modi e ci ha dato molta libertà nel poter decidere quale direzione prendere. 

L’approdo su TikTok si è rivelato una carta vincente. Come avete iniziato?

Quasi per gioco, senza nessuna particolare aspettativa. Siamo stati la prima scuola di lingue ad essere presenti su TikTok, a fronte di un trend di insegnanti privati che davano consigli. La crescita ci ha stupiti: 100mila follower nei primi sei mesi, oggi, dopo due anni, andiamo verso quota 300mila. Abbiamo capito che era la strada giusta per diminuire la distanza tra noi e gli studenti. 

Come organizzate la vostra attività social?

Abbiamo diversi format che offriamo al nostro pubblico, dalle pillole di grammatica inglese in meno 30 secondi al “Random English”, ovvero traduzioni istantanee di oggetti in inglese, o tormentoni musicali tradotti. In generale, poi, seguiamo i trend del momento, puntando a creare contenuti che possano comunque far sempre imparare qualcosa in modo divertente. Siamo partiti con la lingua inglese, ma negli ultimi tempi stiamo aprendo i social anche ad altre lingue, per comunicare la nostra vasta offerta formativa. 

L’idea è quella di una lingua che abbraccia ogni contesto del reale?

Esattamente. Vogliamo allontanare l’idea che la lingua straniera sia solo quella che si studia in un’aula a scuola, combattendo i pregiudizi che alcuni si portano dietro dalle esperienze scolastiche. Interfacciandoci costantemente con i ragazzi abbiamo capito come il problema principale sia la paura di sbagliare, soprattutto nel parlato. La conoscenza di una lingua straniera non è un obiettivo da raggiungere, ma uno strumento da poter utilizzare. Il miglioramento è sempre possibile, ma arriva dopo la consapevolezza che farsi capire, con tutti gli errori o le incertezze del caso, è già un grande successo. 

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Un retaggio scolastico, forse?

In parte, ma anche il fatto di non avere la possibilità di parlare, di allenarsi, di sentirsi liberi fare le figuracce necessarie nel processo di apprendimento. Senza pratica è impossibile raggiungere fluidità e sicurezza. Proprio per questo abbiamo avviato, prima con live Instagram e poi su altre piattaforme, delle dirette in cui le persone, liberamente, parlavano in inglese di un certo argomento. Per la stessa ragione abbiamo aperto anche un canale Telegram, dove gli studenti si riuniscono per darsi consigli, scambiarsi messaggi in lingua, sentirsi meno soli nelle difficoltà. Nasce da tutto questo l’idea per un nuovo corso partito la scorsa estate. 

Di che corso si tratta?

Si chiama Speaking Lab ed è stato il corso che più ci ha dato soddisfazione negli ultimi anni, proprio perché è nato da un’esigenza molto concreta. Un corso pensato come una palestra per allenare il parlato in lingua inglese, per togliere l’ansia da errore e apprendere il giusto mindset per approcciarsi alle lingue straniere. Sono appuntamenti aperti a tutte le età e livelli, ovviamente sotto la supervisione di un docente, con l’obiettivo di parlare, prima che parlare bene. 

Proseguono anche i corsi più tradizionali?

Certo, a seconda delle necessità. Abbiamo offerte generali che vanno costruite su misura a seconda degli obiettivi di ciascuno, sia online che in presenza. Green School, inoltre, è un centro esami autorizzato Pearson e l’unica scuola nel nord Italia che rilascia la certificazione Fidescu di lingua spagnola. 

Ci sono altri progetti in cantiere?

Piano piano stiamo cercando di portare dal vivo eventi che negli ultimi due anni abbiamo fatto online. Siamo partiti il mese scorso con il primo appuntamento de “Speak&Spritz” all’Altrove di via Marconi. Si tratta di un aperitivo linguistico, arricchito da attività extra, dove chi partecipa ha la possibilità di parlare liberamente con chiunque, senza giudizio. A conferma del fatto che la lingua straniera non è astratta, ma adatta ad ogni contesto quotidiano. Sempre quest’anno partirà anche un corso di coreano, una novità tra le nostre proposte con un’altissima richiesta. Continueranno poi le nostre collaborazioni con tutte le realtà vicine al mondo della didattica, da Job&Orienta a Britwall, un festival britannico itinerante. 

Contatti

Green School
Via Adriano Cristofoli, 28, 37138, Verona
T: 045 913 209  
info@greenschool.it
IG e TikTok: greenschoolverona
www.greenschool.it

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