Se nel mercato italiano delle utilities Gritti Energia è riconosciuta da tutti come un’azienda sana, seria, che prende in carico gli impegni presi con i vari stakeholder e che mette al centro di tutto la soddisfazione del proprio cliente, gran parte del merito lo si deve al suo fondatore, il conte Umberto Gritti di Val Seriana.

Nobile di famiglia, Gritti di Valseriana nacque a Lodi nel 1923. Un signore molto elegante, alto di statura, raffinato, gentile, austero ed estremamente educato. «Da una sua intuizione – come ci spiega l’attuale direttore generale di Gritti Energia, Emilio Montani – nacque l’azienda che opera oggi sull’intero mercato nazionale con le offerte di gas ed energia, con particolare concentrazione sui territori storici di Veneto e Lombardia». 

LE ORIGINI

È proprio nel lodigiano che inizia nell’ottobre del 1959, sessant’anni fa esatti, l’avventura di Umberto Gritti, geometra con il pallino dell’imprenditore, amante della matematica.

Conte Umberto Gritti di Val Seriana

«In quel periodo erano in corso i lavori di rifacimento dell’acquedotto di Lodi – prosegue Montani – e Umberto Gritti vide un’opportunità reale e concreta nel settore della posa delle reti. Fu grazie a quella visione che, assieme ad alcuni amici, decise di fondare l’impresa omonima impegnata nella posa di gasdotti e acquedotti». 

Erano anni buoni per il nostro Paese, in cui l’Italia stava crescendo a ritmi vertiginosi: ponti, strade, ferrovie e impianti di metanizzazione, la cui attività estrattiva era partita dalla pianura padana. Lo stesso Enrico Mattei, ad esempio, con l’Eni, aveva avviato lo sfruttamento di importanti giacimenti di gas naturale nel lodigiano e nel cremasco. L’azienda Gritti partì dalla zona di Lodi, Spino d’Adda, nel 1962 con la prima rete gas, e ben presto iniziò le metanizzazioni anche nel veronese.

LO SVILUPPO NEL VERONESE

«I primi comuni scaligeri ad essere serviti furono Zevio, Belfiore e Caldiero. – prosegue Montani – Uno dei soci di Umberto Gritti aveva dei contatti qui a Verona, territorio in cui c’era tutto da fare, tutto da costruire». 

I comuni veronesi, in quel periodo, avevano la necessità di trovare imprese interessate a investire nelle reti gas e il loro obiettivo era portare il metano, in modo economico e sicuro, nelle case dei propri cittadini. Anche per questo accordavano autorizzazioni alle aziende del metano, come una sorta di project financing ante litteram, con concessioni trentennali. 

Nel proseguo degli anni per l’azienda Gritti Gas si svilupparono due nuclei principali d’azione, uno intorno a Lodi e l’altro nel veronese. Fu proprio in provincia di Verona che il conte Umberto Gritti di Val Seriana decise di investire maggiormente, e in prima persona, fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1997, posando con l’Azienda infrastrutture in ben 23 municipalità.

Conte Umberto Gritti di Val Seriana con la moglie Rosaria Bruno

«Era un signore con solidi principi, stabiliva relazioni durature con le persone con le quali lavorava. – sottolinea il direttore generale, entrato in azienda nel 1993 e per cinque anni a fianco del fondatore – Da lui abbiamo imparato molto e facciamo senz’altro tesoro di quella sua impostazione e predisposizione relazionale che costituisce per noi oggi uno dei valori più importanti». 

LE TAPPE DI CRESCITA

«Venuto a mancare il fondatore, la vedova Rosaria Bruno, scomparsa a 98 anni poche settimane fa, e l’attuale presidente Emanuele Bruno, hanno garantito la continuità aziendale e hanno dato nuovo slancio al processo di trasformazione e modernizzazione dell’Azienda con il loro supporto finanziario». Nel 2002, dopo la liberalizzazione del mercato, monopolizzato da Snam, Gritti Gas fa il suo ingresso nell’alta filiera del gas come socio fondatore di Enova, occupandosi assieme agli altri soci dell’approvvigionamento, del trasporto e dello stoccaggio del metano. Nel 2003 divide le attività di distribuzione (Gritti Gas Rete, oggi divenuta Gigas Rete) e vendita (Gritti Gas), costituendo due società distinte. Nove anni dopo, nel 2012 fa il suo debutto nel mercato dell’energia diventando fornitore per le famiglie e le imprese. A fine 2018, Gritti Gas diventa importatore di gas dall’estero, e utente di dispacciamento sulle reti di Terna.

Il logo di Gritti Energia

«Ad oggi operiamo nel mercato energia, sia gas che energia elettrica, per consumatori privati, famiglie, imprese grandi e piccole, partite iva, pubbliche amministrazioni e condomini. – aggiunge Emilio Montani – Dal 2015 abbiamo acquisito la denominazione attuale di Gritti Energia, un’Azienda che si aggira attorno 115 milioni di euro di fatturato, con quasi cento dipendenti e 100mila punti attivi in fornitura (calcolata al 1° novembre 2019) di cui 70 per cento clienti gas e 30 per cento clienti energia».

IL CLIENTE AL PRIMO POSTO

Michela Pangrazio, Responsabile del punto vendita di Gritti Energia di San Martino Buon Albergo.

Il fiore all’occhiello dell’azienda, di cui lo stesso direttore generale va fiero, è il servizio di customer care: «Cerchiamo il punto di contatto fisico col cliente che vogliamo mettere al centro delle nostre attenzioni. Sembra paradossale nell’era del digitale, eppure se fino al 2008 avevamo tre sportelli attivi a Zevio, Legnago e Spino d’Adda, oggi sono 16, non da ultimo quello inaugurato sabato 9 novembre 2019 a Biella. Il nostro personale è a disposizione per qualsiasi richiesta, sia essa di natura operativa che consulenziale e l’esserci anche di persona piace molto, e soprattutto risulta utile, per la nostra clientela.

IL FUTURO

Emilio Montani, Direttore generale di Gritti Energia

Come tutte le aziende anche Gritti Energia volge lo sguardo ai prossimi anni. «Sono due le sfide principali che ci aspettano, – conclude il direttore – una legata alla decarbonizzazione dei consumi, ovvero all’uscita progressiva dei combustibili fossili per gli utilizzi residenziali e nel terziario. Il futuro, in ogni caso è nell’elettrificazione da fonti rinnovabili. Già ora tutto il nostro venduto di energia, circa 80 gigawattora, è “verde”, certificato da fonti rinnovabili. Per scelta. A breve termine vogliamo proporre contratti di gas verde.

L’altra sfida è quella della sostenibilità, non solo dal punto di vista ambientale, ma anche sociale e di governance: stiamo iniziando un processo per ottenere il rating ESG che significa venire riconosciuti come azienda sostenibile e responsabile, ovvero creatrice di valore per gli investitori, per la comunità locale e per la società nel suo complesso».