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Lisa, secondo i dati del World Economic Forum, il 65% dei bambini che oggi frequentano le scuole primarie farà un lavoro che adesso non esiste. Quale approccio devono avere i giovani al mondo dello studio e, appunto, del lavoro?

Al di là della specificità tecnica che i ragazzi andranno a scegliere, basata su un interesse personale, servirà lavorare sempre di più su quelle che vengono definite competenze trasversali. Ad esempio il problem solving, lo sviluppo della creatività, l’intelligenza emotiva, la capacità di relazionare e comunicare. Competenze che non si imparano solo a scuola, ma che vanno allenate e approfondite in tutti i contesti quotidiani.

Ci sono dei settori che si svilupperanno maggiormente nel futuro e in cui andranno ricercate nuove figure professionali?

Sicuramente tutto ciò che riguarda il mondo dell’innovazione tecnologica e digitale, non solo lo sviluppo informatico, ma anche big data, industria 4.0 e realtà aumentata. Inoltre prenderà sempre più piede la tematica ambientale, aspetto su cui già si lavora a scuola e su cui i ragazzi sono molto più sensibilizzati rispetto agli adulti, e professionalità in questo campo saranno sempre più ricercate. In ultimo, il progressivo invecchiamento della popolazione che determinerà i piani di investimento delle risorse in termini di welfare.

A cosa deve dare priorità un giovane che si orienta nella scelta del percorso scolastico?

Due sono i punti principali. L’orientamento deve partire dal chiedersi “cosa mi piacerebbe fare” e “per cosa sono portato”, domande che a volte mettono in crisi perché non c’è una risposta immediata. Dall’altra serve sicuramente avere attenzione verso il mondo che ci circonda: orientarsi a Verona o in un’altra città italiana potrebbe implicare scelte diverse, partendo comunque dai propri interessi. I ragazzi devono osservazione oggettivamente quello che accade attorno a loro.

Quali canali offrite per aiutare i giovani nella scelta formativa?

All’interno delle scuole organizziamo sia laboratori orientativi che informativi, uniti ad attività di sportello, ovvero colloqui individuali. Proponiamo poi attività di informazione con i genitori e anche con i docenti. Nel momento in cui si sceglie tre sono gli attori principali: i ragazzi, le famiglie e la scuola; se c’è un dialogo tra questi si arriva ad una scelta consapevole.

Inoltre, dallo scorso anno è partito un progetto FSE Regione Veneto che ha permesso di articolare 17 reti di orientamento su tutte le province del Veneto. Su Verona ne sono state articolate due, una delle quali, Orienta-Attiva-mente Verona centro, ha come capofila proprio Cosp Verona. Importante anche il sito www.orientati.org che può essere di grande supporto in fase di orientamento scolastico.