Treebu

«L’idea – racconta il CEO e founder Giacomo Alberini – è nata dal desiderio di cercare di usare le risorse in modo intelligente. Era il 2020, poco prima dell’inizio della pandemia, quando ho scoperto, quasi per caso, come spesso accade per le cose migliori, l’esistenza della Paulownia, un albero da fusto che ha insieme tre caratteristiche estremamente interessanti: una crescita ultra rapida, quindi un elevato assorbimento di CO2, la capacità di ricrescere dal tronco tagliato e la produzione abbondante di legname di qualità, utilizzabile in diversi settori produttivi».

Una specie di miracolo arboreo che Treebu ha deciso di trasformare in un’opportunità non solo per l’ambiente, ma anche per le aziende del territorio, permettendo loro di adottare una foresta, un polmone verde per compensare le proprie emissioni e portare avanti un’azione importante, verificabile e proattiva nei confronti dell’ambiente. «Da questa idea – prosegue Alberini – abbiamo sviluppato il progetto, che oggi coinvolge diverse aziende del territorio in percorsi di piantumazione, con l’obiettivo di fare un’azione concreta nei confronti dell’ambiente. Abbiamo deciso di partire dal mondo delle aziende per poterci interfacciare con chi avesse la necessità e la disponibilità, anche economica, di fare la differenza, ma la volontà, per il futuro, è quella di aprirsi anche ai privati cittadini».

Ad oggi Treebu ha piantato circa 3000 alberi, su una superficie complessiva di poco più di otto ettari. Numeri molto significativi per una realtà giovane, che ha già obiettivi ambiziosi: arrivare a piantare un milione di alberi in Italia, a partire dalla Pianura Padana. «Una zona agricola molto estesa ed estremamente produttiva, in cui c’è ottima disponibilità di acqua e una elevata meccanizzazione: tutte caratteristiche che rendono facilmente applicabile il nostro progetto – commenta Alberini -. Dall’altra parte, però, si tratta di una delle zone maggiormente inquinate d’Europa e la nostra azione assume quindi una forte valenza in termini di compensazione. L’obiettivo è raggiungere il milione di alberi piantumati, corrispondenti a poco più di 2500 ettari, in dieci anni, ma il mio desiderio è farlo nella metà del tempo».

Per il futuro a lungo termine si guarda all’espansione in tutta Italia, forti anche dei feedback positivi da parte delle aziende che finora hanno aderito al progetto. «Notiamo un interesse molto forte verso il progetto dalle realtà che ci si avvicinano – commenta Alberini -: si appassionano all’idea e la sposano anche senza vederne necessariamente dei ritorni economici, diventano ambasciatori di quello che stiamo facendo, dimostrando un interesse personale prima che aziendale».

Interessante anche il fatto di poter seguire la crescita delle piante che si decide di adottare, monitorando lo sviluppo della propria foresta attraverso fotografie disponibili online. Una scelta portata avanti con determinazione in Treebu, per allontanarsi ancora di più dall’idea di una piantumazione fine a se stessa. «È un modo per far capire al cliente che quello che stiamo facendo non è di facciata, perchè a noi prima di tutto interessa che la pianta segua il ciclo previsto: che arrivi in otto anni ad essere disponibile al taglio, che cresca nelle dimensioni corrette, che si sviluppi adeguatamente». È dai piccoli gesti che partono le grandi rivoluzioni e piantare un albero è un’azione alla portata di tutti capace di fare sostenibilità oggi, domani e, grazie a Treebu, per molti anni a venire. Confucio diceva che il miglior momento per piantare un albero era vent’anni fa. Il secondo migliore momento, aggiunge, è adesso.

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