Tocatì

Saranno presenti al Festival delle delegazioni di alcuni Paesi “Ospiti d’Onore” internazionali che dal 2003 sono stati protagonisti della manifestazione, riportando in questo modo a Verona i Giochi e gli Sport Tradizionali che più sono rimasti nella memoria della città. Un viaggio nel tempo, un’occasione di incontro tra le diverse culture che in vent’anni sono state presenti a Tocatì, come quelle dei territori di Belgio, Cipro, Croazia, Francia, Grecia, Iran, Messico, Scozia, Spagna, Svizzera e Ungheria.

Non mancherà una particolare attenzione alla sostenibilità, da sempre al centro dell’universo Tocatì: dal 2015, infatti, il Festival è certificato ISO 20121, una certificazione internazionale e  facoltativa che prevede la verifica da parte di un ente terzo della conformità del sistema di gestione dell’associazione che gestisce l’organizzazione dell’evento. «L’Associazione Giochi Antichi, che organizza Tocatì insieme con il Comune di Verona, ha sin da subito redatto, e via via aggiornato, un documento di impegno pubblico per una politica di sviluppo sostenibile – racconta Lorenzo Orlandi, titolare di Locom, lo studio di consulenza che da sei anni segue Tocatì in merito alla certificazione ISO 20121 -. Dal 2015 misuriamo, con indicatori stabiliti, il raggiungimento di obiettivi nella sfera economica, sociale e ambientale e l’impatto generato dalle diverse azioni del Festival, cercando sempre di migliorarci».

Nel tempo sono stati coinvolti in Tocatì diversi partner sui temi della sostenibilità e questo ha portato alla creazione dell’area “Play Smart” in Piazza Bra. Da un paio d’anni il focus è sull’Agenda 2030. «Credo sia stato davvero innovativo – aggiunge Orlandi – aver portato il gioco all’interno della sostenibilità, perché permette di dialogare con le diverse fasce di pubblico: mentre i bambini giocano con la sostenibilità, la stessa viene spiegata agli adulti».

La conferma che la sostenibilità non sia solo attenzione all’ambiente arriva dalle piccole, ma grandi, attenzioni che Tocatì porta avanti nei diversi ambiti del Festival: scelta dei luoghi, cura per gli spazi, riapertura luoghi chiusi al pubblico e la loro restituzione ai cittadini, come nel caso di Palazzo Forti nell’edizione 2021, ma anche per la Giarina, sede del teatro serale, o Riva San Lorenzo, così come nelle piazze liberate dalle auto e restituite al gioco. Una sostenibilità che si fa dialogo con il territorio.

«Non dimentichiamo che Tocatì è anche, e soprattutto, un festival culturale – conclude Orlandi – e la diffusione della cultura è un tema che rientra appieno nello sviluppo sostenibile, come creazione di valore condiviso. Non va tralasciato poi il coinvolgimento dei volontari, incontri, forum, mostre, l’impegno per mantenere vive le tradizione di giochi antichi che altrimenti scomparirebbero. In questi anni abbiamo fatto tanti piccoli passi, valorizzando al meglio l’impatto culturale di Tocatì e cercando di ridurre al minimo quello ambientale. Continueremo a lavorare in questa direzione».

banner-gif
Articolo precedenteA fianco delle imprese divenute benefit
Articolo successivoComunicare la sostenibilità