BCC di Verona e Vicenza
Federico Perillo

BCC di Verona e Vicenza nasce da una recente fusione, nell’aprile del 2021: da una parte Banca di Verona, dall’altra Banca di San Giorgio. Successivamente, nel febbraio del 2022, viene incorporata anche Banca di Cerea 1897 per definire quella che è l’attuale BCC di Verona Vicenza, una Banca di Credito Cooperativo con 56 filiali che opera nelle province di Vicenza, Padova, Treviso, Verona, Mantova e il Trentino. Una banca che ha un presidio territoriale importante e una fusione che è nata da una chiara visione: essere un polo di riferimento nel credito cooperativo per il nord-est italiano. Oggi BCC di Verona e Vicenza rappresenta per numero di soci la prima Banca di Credito Cooperativo nel Veneto, all’interno del gruppo Iccrea.

Nello statuto sottoscritto all’atto di fondazione della Banca, era già possibile individuare una particolare attenzione al tema della sostenibilità. «Per la nostra banca il tema della sostenibilità è un valore fondante – racconta Federico Perillo, responsabile dell’area territoriale di Verona per Bcc Verona e Vicenza – e non limitatamente alla sfera ambientale. L’articolo due del nostro statuto, tranquillamente reperibile su Internet, mostra come fin dalla nascita della nostra banca si sia posta attenzione sul ruolo strategico che essa deve avere in ambito sociale e di governance all’interno del territorio».

Questo trova conferma in diversi ambiti. In BCC, ad esempio, il 95% dei finanziamenti erogati devono ricadere su aziende e privati nel territorio di competenza. «Non possiamo raccogliere i risparmi dei nostri clienti e finanziare aziende in altre zone d’Italia – aggiunge Perillo -, ma dobbiamo avere la capacità di investire e dare sviluppo alle aziende nostro territorio. Un altro aspetto molto strategico è il tema degli utili generati dalla nostra banca, che servono per creare il patrimonio futuro, ma anche per rafforzare la banca affinché le generazioni future trovino una struttura solida e presente. Un’altra parte degli utili vengono invece destinati in beneficenza o a supporto delle attività del terzo settore».

In BCC viene svolta anche un’azione di incentivo verso le aziende esterne, affiancandole in una transizione sostenibile attraverso finanziamenti. «Diamo con grande interesse supporto finanziario legato al tema della sostenibilità – aggiunge Perillo – perché oltre ad essere un tema cardine del presente, riteniamo sarà centrale per lo sviluppo del mondo aziendale nei prossimi anni. Negli anni abbiamo costruito un rapporto molto solido e fruttuoso con Veneto Sviluppo, il braccio finanziario della Regione Veneto. In particolare, in questi ultimi mesi, stiamo portando avanti una serie di finanziamenti specifici legati a questo ambito. Nel mese di giugno, ad esempio, tramite delibera regionale, c’è stata un’estensione di un plafond di 5 milioni destinato alle aziende che investiranno nella realizzazione di impianti fotovoltaici. Grazie alla convenzione che abbiamo convenuto con Veneto Sviluppo, siamo in grado di consentire alle aziende non solo l’accesso a questo tipo di finanziamento, ma addirittura garantire loro il 20% dell’investimento a fondo perduto; questo significa che la Regione restituisce il 20% del finanziamento sostenuto, mentre il 50% del finanziamento è a tasso zero».

Il supporto bancario legato alla gestione dei finanziamenti agevolati è quanto mai centrale, in vista dell’arrivo di ingenti fondi finanziati dal PNRR e incentivi legati alla transizione green. «Come Banca, in questi ultimi anni, abbiamo scelto di strutturarci in maniera importante su questi temi, con un ufficio specifico per la gestione di questo tipo di finanziamenti. Molto probabilmente – conclude Perillo – il principale ente attuatore di questi finanziamenti sarà la Regione Veneto: avere una Banca come la nostra, con un’esperienza maturata e specifica in questo ambito e una collaborazione molto consolidata con Veneto Sviluppo, ci permetterà di gestire con competenza questo tipo di operazioni. Riteniamo avere gli elementi per consentire ai nostri soci e clienti di acquisire e sfruttare al massimo questi fondi che avranno una valenza strategica importantissima».

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