Dall’idea di un imprenditore di origine trentina, supportato da uno staff di tecnici e specialisti, tra cui ingegneri, agronomi e biologi, nasce Consorzio Essenziali Lessinia, una realtà che avrà il suo baricentro in località Pavarana, ad Azzago, e che ha l’obiettivo, assieme ai futuri soci consorziati, di coltivare piante aromatiche, rosmarino in primis, promuovendo un’agricoltura remunerativa, sostenibile e rispettosa della natura.

C’è un nuovo orizzonte economico e produttivo in Lessinia, e in questo periodo contrassegnato dall’incertezza e dalle conseguenze della pandemia da Covid-19, la notizia non può che essere accolta con favore. Si chiama Consorzio Essenziali Lessinia ed è il progetto promosso dall’azienda agricola Rosmariano, che ha il suo quartier generale ad Azzago, presso La Pavarana, una località composta da un’antica residenza risalente al quindicesimo secolo attorniata da oltre 50 ettari di terreno.


È proprio qui che Mariano Peterlongo, imprenditore di lungo corso, tra primi in Italia ad aver avviato negli anni Ottanta a Verona un’attività di successo nel settore della componentistica hardware e software per computer, ha individuato la sede ideale per dar vita a un’idea d’impresa a cui sta pensando dal lontano 2004.
«L’idea si concretizza soltanto nel 2021, dopo 17 anni, perché il mercato allora non era pronto. – spiega Peterlongo – Ricordo che il primo nostro obiettivo è coltivare piante aromatiche promuovendo un’agricoltura sostenibile, anche dal punto di vista economico, e rispettosa della natura. Nei primi anni Duemila mancava anche la sensibilità delle persone nei confronti di alcune tematiche ambientali. Ora, invece, i tempi sono maturi e ci sono le condizioni per avviare un progetto condiviso, virtuoso e riqualificante con gli agricoltori del territorio».

L’azienda Rosmariano sarà innanzitutto la sede della cosiddetta “Nursery”, l’elemento tecnologico più evoluto e avanzato all’interno della filiera che verrà sviluppata assieme ai soci consorziati a partire dai primi mesi del 2022, ovvero una serra innovativa costruita su sei livelli automatizzati che si prenderà cura delle piantine nella prima parte della loro vita.
«Le erbe, in talee, faranno il loro ingresso nella serra alimentata ad energia fotovoltaica e dopo tre mesi saranno posizionate in appositi ombrai per proseguire la loro crescita. Usciranno definitivamente dall’azienda dopo tre anni adulte e pronte per essere affidate ai consorziati».


Uno dei primi aspetti interessante del ciclo produttivo del Consorzio è che durante la permanenza all’interno della Nursery, le erbe saranno potate e la falciatura sarà utilizzata per l’estrazione di oli essenziali, restituendo fin da subito un profitto al consorziato.


«Ad oggi l’Italia importa il 70% del suo fabbisogno di piante officinali dall’estero, spesso con qualità non eccellente. – prosegue Mariano Peterlongo – La proposta del Consorzio incontra esigenze già espresse dal Ministero delle Politiche Agricole, il quale vorrebbe diminuire tale percentuale e aumentare quella della produzione interna nazionale. Fino a questo momento la coltivazione di erbe aromatiche è stata rallentata nel nostro Paese da una mancanza di vere e proprie filiere che abbiano al loro interno innanzitutto la voglia di aggregare i piccoli produttori, che abbiano un forte soggetto trasformatore della materia prima, tecnologicamente avanzato, e un’ampia conoscenza del mercato distributivo. Noi abbiamo tutti e tre questi elementi e vorremmo diventare un modello replicabile in futuro».
Il Consorzio Essenziali Lessinia si pone proprio l’obiettivo di creare una filiera globale, promuovendo un’economia etica e un’equa distribuzione degli introiti con i soci. «Il contadino non dovrà cedere il terreno, ma conferirlo al Consorzio, in quella che in termini tecnici viene definita soccida. – sottolinea ancora Peterlongo – Ogni agricoltore, con un conferimento minimo di 1 ettaro di terreno, può diventare consorziato e scegliere il grado di partecipazione alla vita consortile. L’ettaro ha come prerogativa quella di trovarsi nel territorio identificato come Lessinia e va conferito per almeno 5 anni. L’obiettivo è di raggiungere i 3500 ettari di terreni coltivati a erbe essenziali, capacità massima per la creazione di una filiera su questo territorio».


Le piante che possono essere messe a dimora in parti variabili, acquistabili ad un prezzo ottimizzato da fattori di scala, sono il rosmarino, la salvia, il timo, l’alloro, la menta piperita, la lavanda e il cipresso. Tra le possibili colture anche l’iris, un prodotto altamente qualitativo utilizzato come materia grassa per tutte le basi in profumeria.


«Unirsi al consorzio e dedicarsi alla coltivazione di piante officinali è un ottimo investimento sia per chi ha a disposizione un terreno incolto sia per chi ha già altre colture. – conclude l’imprenditore di origine trentina – La redditività media per PLV (prodotto lordo vendibile) delle piante officinali è molto elevata e può raggiungere anche i 20 mila euro annui. Il tempo di rientro dell’investimento è stimato intorno ai 12 mesi dalla piena entrata in regime delle coltivazioni, a seconda ovviamente del tipo di pianta e del lavoro che ciascun contadino svolgerà nei propri terreni».


La Pavarana, inoltre, sarà il luogo destinato alla lavorazione del prodotto, un grande centro trasformatore per la produzione di oli essenziali, saponi e prodotti biologici dedicati alla cura e al benessere della persona, ma anche centro di formazione e di divulgazione delle conoscenze in questo ambito.

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