Risale al 30 giugno del 1923 l’atto di fondazione della Società Idroelettrica “La Lucense”, quando davanti al notaio Francesco De Besi comparvero 26 cittadini di Lugo di Grezzana, piccolo comune in provincia di Verona. Volevano promuovere un progetto che utilizzasse le acque che scendevano dal Monte Tesoro per produrre energia elettrica e distribuirla tra i consumatori del paese e dei dintorni.

Nel 2016, 93 anni dopo, nasce Lucense 1923, che dalla storica centrale idroelettrica di Lugo riprende il nome per portarne avanti i valori di sviluppo e benessere economico condiviso. La centrale idroelettrica Lucense 1923 (il cui nome giuridico è Pollux Srl) si trova a Montorio e sfrutta il salto d’acqua del torrente Fibbio. «Questa centrale – racconta il presidente Germano Zanini – che produce energia idroelettrica nel rispetto dell’ambiente è, come ci piace definirla, la centrale dei veronesi: si basa infatti su un capitale diffuso e i diversi soci possono autoprodurre l’energia necessaria per i loro consumi».

Il progetto Lucense 1923 è uno dei progetti di riqualificazione territoriale sui quali opera FINVAL (Finanziaria della Valpantena e Lessinia), sensibilizzando cittadini, imprese e associazioni territoriali. FINVAL Spa detiene oggi una partecipazione dell’85% nella società Pollux Srl mentre il capitale residuo è in mano ai 18 soci sottoscrittori. «Le quote di Lucense sono in vendita – racconta Zanini – e tutti i cittadini veronesi possono diventare parte di questo progetto».

Diverse le possibilità riservate ai nuovi soci: sarà infatti possibile acquistare sia quote denominate “lampade” per coprire l’intero fabbisogno energetico o delle quote più piccole, denominate “lampadine” o “candele”, per fare un ottimo investimento finanziario e partecipare ad una iniziativa di valorizzazione del territorio.

Tutti i nuovi sottoscrittori, diventando soci della società, godranno di importanti vantaggi. Oltre alla salvaguardia ambientale e del territorio, ogni socio godrà, fino al 2035, di un importante contributo statale per ogni KWh prodotto. Ogni anno inoltre, in primavera, i soci, in base all’andamento della produzione, riceveranno un riconoscimento in denaro per remunerare il proprio investimento e abbattere parzialmente o totalmente il costo della bolletta.

Una realtà ambiziosa che nel 2021 mira a fare un grande salto di qualità, investendo sull’elettrico e sull’istruzione. «Ci piacerebbe che parte dell’energia prodotta fosse dedicata ad una colonnina elettrica ad uso dei soci e vorremmo che diventasse sempre più un polo per le scuole: ogni anno sono numerose le classi del territorio che vengono a vedere come si produce l’energia elettrica ed è per noi un orgoglio essere artefici di tutto questo e insegnare alle giovani generazioni la cultura dell’energia rinnovabile e del rispetto dell’ambiente».

LA CENTRALE LUCENSE 1923

La piccola centrale idroelettrica Lucense 1923 si trova a Montorio ed è un edificio del ‘900 che produce energia elettrica sfruttando il salto d’acqua del torrente Fibbio. La centrale, in uso per decenni, è stata abbandonata nel 1985. Successivamente, dopo 30 anni di incuria, è stata riqualificata e inaugurata nel settembre 2016 grazie all’intervento progettuale di FINVAL, ricominciando a produrre energia pulita.

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