Dal 16 al 22 settembre 2021 è in programma la Settimana Europea della Mobilità. Un’occasione, giunta oramai al suo ventennale, per attivarsi in un processo, necessario e irrinunciabile di miglioramento della mobilità urbana nella direzione della sostenibilità ambientale unita alla crescita economica locale e alla qualità della vita delle città.

A Verona la mobilità sostenibile sarà al centro di un convegno organizzato da Amt, azienda per i servizi di mobilità e trasporti per il cittadino, in programma nella mattinata di venerdì 17 settembre 2021 in Gran Guardia. Ce ne parla il presidente Alessandro Rupiani.

Il presidente di Amt Alessandro Rupiani

Presidente, cosa sta organizzando Amt per il 17 settembre?

Con il convegno del 17 settembre cominceremo ad avviare quello che vorremmo diventasse un laboratorio permanente sulla mobilità sostenibile, il numero zero di una serie di incontri che vogliamo mettere in campo con periodicità. La mobilità sostenibile deve diventare un tema presente quotidianamente nelle riflessioni relative alla gestione della vita sociale della nostra città, utile per sollecitare una continua collaborazione tra pubblico e privato e per lavorare ad un percorso di educazione permanente alla mobilità. Infatti, a partire dall’anno prossimo, vorremmo che l’amministrazione comunale aderisse a pieno titolo alla Settimana Europea della Mobilità, attraverso una serie di iniziative transitorie o permanenti.

Chi prenderà parte a questo momento di dialogo?

Sarà un convegno durante il quale, attraverso diverse testimonianze, cercheremo di raccogliere la visione sul tema del governo, dei ministeri, della regione, dei comuni, di aziende pubbliche e private. Vogliamo creare un tavolo sul quale iniziare a investire, capire che direzione intraprendere per la nostra città. L’evento sarà contingentato per questioni di sicurezza sanitaria ma trasmesso in streaming per chiunque voglia assistere.

Quali saranno le tematiche principali che verranno affrontate quest’anno?

Quest’anno ci concentreremo su una riflessione generale circa mobilità sostenibile, tecnologia e futuro, avendo come ospiti autorità e player dei diversi settori. I nostri interlocutori non saranno però sempre gli stessi ma diversi a seconda del tema che svilupperemo ogni anno, come ad esempio mobilità e scuola, trasporto pubblico locale, mobilità e risparmio energetico e così via.

Parliamo dunque di progetto di ampio respiro. 

Sono tematiche che da un lato rientrano nella Settimana Europea della Mobilità, legate a ciò che la Commissione europea sta cercando di mettere in atto relativamente alla sensibilizzazione sul tema, ma dall’altro, ragionando in un’ottica più ampia, si inseriscono all’interno dell’Agenda 2030, un documento che ingloba al suo interno 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile sottoscritto dai membri dell’ONU, alla quale Amt ha aderito. Il tutto si inserisce anche nella nostra volontà di presentare il bilancio di sostenibilità a partire dal prossimo anno. Con questa iniziativa vogliamo creare un laboratorio all’interno del quale Amt si pone come soggetto capace di coordinare tavoli di lavoro e di riflessione, percorsi tematici ed educativi, grazie alle sue competenze, all’esperienza e alla rete di relazioni.

L’espressione “mobilità sostenibile” può spesso assumere un significato riduttivo. Qual è la visione di Amt a riguardo?

La mobilità sostenibile è un insieme coordinato, non vuol dire necessariamente lasciare la macchina a casa per prendere l’autobus o rinunciare al mezzo più inquinante a favore di un mezzo meno inquinante. È un processo più articolato: significa offrire, da parte degli amministratori, opzioni preferibili a seconda delle esigenze del cittadino, auspicabilmente meno inquinanti della soluzione di partenza. Non significa portare via ai cittadini il diritto di muoversi con la propria auto ma proporre soluzioni alternative più convenienti in termini di costi, di tempo e per l’ambiente; alternative spesso non utilizzate solo perché sconosciute.

Non solo strumenti quindi, ma piuttosto un percorso educativo.

Il nostro indirizzo di lavoro parte dall’adesione all’Agenda 2030 e dalle interlocuzioni che stiamo portando avanti con le diverse voci del territorio: serve volontà politica, tecnica, del privato, ma soprattutto la buona volontà del cittadino. Tutto deve essere coordinato e passare attraverso un percorso educativo: dobbiamo autoconvincerci e autoeducarci a percorrere e conoscere le alternative che possono portare benefici. Non serve parlare solo di strumenti, come può essere il filobus o l’autobus elettrico, quanto piuttosto iniziare a ragionare su una filosofia della mobilità, su un’integrazione tra questi strumenti nella logica di un disegno più ampio. Filobus è una soluzione parziale ad una serie di esigenze, l’autobus elettrico è una soluzione parziale ad un altro tipo di esigenze, così come il monopattino elettrico. Non è detto che io debba usare un mezzo solo per muovermi nell’arco della mia giornata, ma è tutta la città che deve muoversi secondo una doppia accezione: verso il futuro e al proprio interno. Siamo ancora in una fase filosofica, necessaria prima di passare al lato pratico. In base a quello che uscirà dal convegno decideremo quale tipo di basi gettare per la nostra città, dove investire.

Prima citava anche la tecnologia come tema centrale del convegno. A cosa faceva riferimento?

La tecnologia, in questo processo, dovrà dare una grande mano: il sogno è quello di avere una app che dia una soluzione immediata ai problemi di mobilità, indicando le diverse soluzioni per spostarsi da un luogo all’altro, con relativi tempi e costi. Chissà che un giorno, magari, non si riesca ad arrivare anche ad una formula di integrazione tariffaria, ovvero un unico biglietto per i diversi spostamente. L’importante è Iniziare a discuterne.

Articolo precedenteTecnored e il balcone di Giulietta: l’impegno oltre il restauro
Articolo successivoEnrico Tommasi Atelier, l’esperienza di un abito su misura