Nasce nel 1816 l’Istituto alle Stimate, fondato da San Gaspare Bertoni, e negli anni dà vita ad una comunità che, ancora oggi, mira a valorizzare e potenziare le migliori energie di ragazzi di ogni età.

A 100 metri da piazza Bra, nel cuore di Verona, l’Istituto comprende oggi tutti i gradi di istruzione: la Scuola Primaria, la Scuola Secondaria di Primo Grado e la Scuola Secondaria di Secondo grado, di cui sono attivi quattro indirizzi liceali, liceo classico, liceo linguistico, liceo scientifico e liceo scientifico con opzione scienze applicate. Numeri notevoli, per un totale di oltre 900 alunni.

A contraddistinguere in primo luogo la scuola una grande attenzione alla persona e la volontà di creare un ambiente sereno, fatto di relazioni costruttive libere e coraggiose tra il mondo degli adulti e il mondo dei giovani.

L’ingresso dell’Istituto alle Stimate.

Lo conferma il dirigente scolastico Umberto Fasol, sicuro che la direzione in cui l’istituto deve guardare per il suo futuro è la stessa che il fondatore aveva intuito 200 anni fa. «Vogliamo condividere con le giovani generazioni quanto di bello, di buono, di vero e di giusto abbiamo creato nel corso della storia. In particolare, vogliamo condividere con i giovani un pensiero che consenta loro di entrare in dialogo con la società contemporanea e con il mondo che li aspetta; non solo il mondo dell’università ma anche il mondo del lavoro e anche il mondo delle relazioni familiari. I nostri studenti, prima di tutto, devono stare bene con loro stessi».

Per fare questo, l’Istituto alle Stimate punta su laboratori e insegnamenti che consentano agli studenti di mettere insieme tutta la ricchezza dell’antichità e tutta la profondità, la velocità e la praticità del mondo moderno. A fianco di laboratori di inglese, di robotica, di economia e big data, di biologia molecolare, anche spazio e tempo per riflettere sull’etica, per non perdere il senso di ciò che si fa anche in una società tecnologica come quella moderna, seguendo la tradizione che ha coltivato lo spirito umano rendendolo capace di porsi grandi domande.

«Da parte mia – conclude il dirigente Fasol – e di tutti i colleghi della scuola, è sempre forte la volontà di condividere con queste giovani generazioni la bellezza del pensiero che ci aiuta a crescere e ad essere sempre di più Uomini e Donne, anche e soprattutto attraverso il dibattito. Credo fortemente nelle nuove generazioni: ho tre figli giovani che mi confermano quotidianamente la bellezza del nascere, del crescere, dello sperimentare e del mettersi in gioco, del non aver paura delle sorprese che presente e futuro ci presentano di continuo ma di farsi stimolare continuamente dalle sfide che il mondo ci sottopone».