«I guanti di lattice aderiscono perfettamente alla pelle, il camice mi copre il corpo, mi porto la mascherina alla bocca, aggiungo i manicotti alle braccia, afferro gli occhiali. Li faccio risalire al volto. Sto un solo attimo fermo. Mi sembra di essere dentro un film. Fuori cosa mi aspetta? No, non lo spazio, nemmeno matrix, ma un mondo irrealmente reale.
Prendo i medicinali».

Ce ne sono parecchi. Da più di un mese faccio due giri al giorno per le case dei clienti. Per fortuna ad aiutarci ci sono i volontari della Protezione civile di Pressana. E per fortuna la consegna a domicilio è un servizio che avevamo attivato già da un po’, in tempi non sospetti, con il supporto di una App e del sito di prenotazione.
Ora che le cose sono cambiate, fondamentale è stata collaborazione con i medici di base, unita all’avvio da qualche mese della prescrizione delle ricette dematerializzate. In questo modo, senza troppi passaggi, gli ordini arrivano direttamente da noi in farmacia.


Mi piace pensare, e lo dico con un po’ di orgoglio, che questa piccola farmacia di un paesino della provincia si sia trovata subito pronta di fronte all’emergenza.
Anche i nostri locali, che avevamo ampliato proprio l’agosto scorso, sono risultati adatti alla nuova situazione. Abbiamo aggiunto i divisori in plexiglass. Ogni ora e mezza sanifichiamo gli spazi. E mentre il telefono impazza di chiamate, scusi le sono rimaste mascherine? Scusi, il dottore non risponde, potrei chiederle…? Scusi? …Arrivano i clienti in negozio. Chi tutto bardato come secondo ordinanza, chi ancora a lamentarsi perché dai lè solo un’influenza, poi l’immancabile complottista, e quello che ha seriamente bisogno di un sostegno psicologico. In generale comunque tutti rispettosi.


Scusi, avete un termometro? Ecco, no quello no. Ed è una cosa bizzarra. Prima non ce l’aveva nessuno in casa? Mah.
Certo è che molti altri prodotti hanno cominciato a scarseggiare. Molte aziende hanno destinato tutto al mercato cinese. Poi, quando ci  sono stati i primi casi a Codogno e a Vo’, tutti hanno cominciato a usare il gel di Amuchina. Nel giro di pochi giorni è diventata introvabile e le farmacie dotate di laboratorio galenico, come la nostra, hanno cominciato a produrre gel mani su base alcolica utilizzando le ultime scorte di etanolo a disposizione

Ma non è stato sufficiente e questo mi ha portato ad aprire nuovi canali con le aziende. Prima era tutto più automatico e immediato. Finivi un farmaco, facevi l’ordine tramite i grossisti, per lo più, e il giorno dopo ti trovavi tutto pronto. Adesso sei tu che devi cercare. Siamo passati dal

B2C (business to client), come le normali attività commerciali, al B2B (business to business).

E questa cosa, che ha il sapore della sfida, mi garba molto, perché costringe il farmacista ad uscire dalla figura ingessata in cui si trovava, ad aprirsi anche nei confronti dei colleghi, cosa per nulla scontata, in un settore che solitamente preferiva pensare solo alla propria piazza. Ci si aiuta a reperire prodotti, soprattutto ora che persone come gli operatori delle case di riposo ti chiamano anche per avere camici usa e getta.
Disponibilità e sinergia, due aspetti che mi stimolano a continuare a lavorare dalle 8 della mattina alle 9 della sera. E a volte sabati e domeniche comprese, quando devo andare in farmacia per sbrigare tutta la parte gestionale del mestiere.
Sì, non mi rimane un gran tempo libero per me. La sera sono parecchio stanco e se andassi sui rulli per fare allenamento rischierei di trovarmi fiondato nella casa del vicino.
In qualche spazio di relax però sento gli amici, soprattutto quelli all’estero. Con Ale, la mia compagna, il sabato sera abbiamo sperimentato pure La cena con delitto in streaming. Da provare!


Ecco signor Gianni, questi sono per lei. Come sta? Eh si tira avanti! Fa seguire due colpi di tosse, ha da poco finito la quarantena, ma deve stare in casa, solo. Il comune le ha portato la spesa? Sì sì, tutto a posto.
Chiude la porta, io me ne vado pensieroso, portandomi a casa un po’ degli sguardi di chi ho incontrato nella giornata. Penso tra me e me a quale sarà il mio prossimo giro in bicicletta. Chissà se si potranno varcare i confini provinciali, o quelli regionali, o quelli nazionali, chissà…Intanto di giro faccio quello nel mio paesino, ad aiutare le persone. E questo per ora mi basta.