Allora vediamo un po’, vediamo… eccolo! Questo è quello che mi hanno consigliato. Carlo vieni qui! 

Dunque mi servono le forbici, un asciugamano, il telefono lo appoggio qui così vedo bene il tutorial. Ok, siamo pronti. E zac zac zac…fatto! Ma che carino! Sembri il portiere dell’Hellas, sarai contento! E tu Corrado che taglio vuoi? 

No, ok, ho capito, meglio smorzare un po’ il mio entusiasmo da parrucchiera improvvisata. Però almeno su di me lasciatemi fare quello che voglio. Sì si fai pure!

Checché se ne dica sono orgogliosa del mio fai da te. E devo dire che in questo periodo non c’è immagine migliore della donna multitasking. Se c’è una cosa che distingue le donne è il loro sapersi adattare. 

Carlo, ora prendi il libro che lo leggiamo insieme. Così lui si mette alla mia destra, mentre io alla sinistra allatto Alberto. Farò lo stesso quando riprenderò a lavorare come insegnante. Non manca molto al mio rientro in servizio, e già mi prefiguro il quadro di me in videoconferenza mentre ho Alberto tra le braccia e Carlo al mio fianco. In questo devo dire che la didattica a distanza mi sarà di aiuto. 

Possibile, però, che oggi il sistema costringa ancora le donne a questo? Se vuoi una famiglia dovresti rinunciare al lavoro. Se vuoi famiglia e lavoro devi comunque trovarti le risorse dentro la tua rete famigliare. Allora vai di nonni. Ma sappiamo bene in quale nodo controverso ci infiliamo. Nonni che dovrebbero rimanere lontani dai nipoti, bambini che dovrebbero stare a casa con la mamma o papà che a questo punto non possono lavorare. Poi i nonni hanno le loro abitudini, e a me su di loro non piace pesare troppo.

In tutto questo, gli uomini, quando mariti o compagni, fanno del loro meglio per venirci dietro ma…No, Corrado, il sale è lì ti ho detto, no Corrado gli asciugami sono nell’ armadio in camera da letto, no Corrado…

Non c’è niente da fare, la donna è la depositaria del sapere di casa. Siamo l’onniscenza del sapere dove è questo e dove è quello. 

C’è da dire però che gli viene senz’altro bene quello che definirei l’atto più virile di uomo di casa: fare la griglia. Abbiamo grigliato tutto il grigliabile ormai. Secondo me gli dispiace non poter grigliare anche la scuola. Assumerebbe quel profumo arrostito che gli renderebbe il lavoro più piacevole. È bello vedere Corrado la mattina seduto al fianco di Carlo. Bello per modo di dire! Carlo che cerca di fare i compiti, Corrado che cerca di lavorare. Uno che continua a fare domande a singhiozzo, l’altro che singhiozza sul computer.  Altroché smart-working, di smart ha gran poco. Lo definirei piittosto dumb-working, cioé lavoro scemo. 

È stato comunque un bel salto per Corrado, considerando che i primi giorni si chiudeva in una stanza, e se i bimbi facevano rumore se ne usciva urlando di smetterla. Ma chi era nel posto sbagliato? Lui o noi? Poi la soluzione per le call importanti è stato quello di mettersi in terrazzo! 

A proposito di aria aperta…Carlo mettiti le scarpe che andiamo un po’ sull’argine! 

Facile uscire eh! Altroché solo certificazioni, mascherine, guanti o amuchina. Qui devi pensare pure al neonato. Pannolini, salviette…per fortuna il latte ce l’ho on-demand! 

Ma perderei anche 10 ore di preparativi pur di uscire. Ho fatto una gravidanza difficile e non vedevo l’ora di essere leggera e di uscire per le passeggiate. Invece tutti i programmi sono saltati. Per fortuna Alberto ha deciso di nascere con 20 giorni di anticipo, anziché il 24 febbraio. E abbiamo avuto giusto il tempo per sistemarci con la nuova vita in 4. Poi con il secondo sei molto più easy. Dall’impatto un po’ traumatico del primo figlio che ti cambia totalmente la vita, passi alla gioia spensierata del secondo che può solo arricchirti. Sei più predisposto a farti travolgere, e la rinuncia non è più un peso.

Carlo, poi, è andato contro ogni pronostico di chi diceva: eh ma hanno 7 anni di differenza non si guarderanno neanche! Ma per fortuna invece che c’era Alberto a fargli compagnia! Altroché distanze di età, qui di distanza c’è solo quella da mantenere con le persone, anche se già ne vedo di ogni in giro! Per non dire quello che vedevo nelle mie passeggiate di 200 metri con Alberto la sera, avanti e indietro sotto le mura. Scene appassionate da film! Evviva l’amour!

Alberto non piangere dai, ora andiamo! 

Comincia ad abituarsi all’idea che fuori ci sia un altro mondo che non sia solo una casa, un cortile e le nostre tre facce. Non vi dico l’ espressione spaesata di quando siamo andati in ospedale per il vaccino!

Spero solo che ora anche il mondo che lo accoglierà sia un po’ diverso. 

Elisaaa, dove sono i bicchieri?

Ok baby, meglio berci sopra…

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