È di qualche giorno fa la notizia di due giovani che a Vigevano, si sono sposati in diretta facebook , presenti fisicamente solo i testimoni e il celebrante, tutti con mascherine, guanti e adeguatamente distanziati. Parenti e amici li ammiravano dai loro dispostivi, chi dal cellulare, chi dal tablet… nessuno si è perso nemmeno un istante. Ma mi chiedo: l’emozione dov’è? 

Il matrimonio è l’evento dei baci e degli abbracci per eccellenza, è l’evento in cui ci si promette amore eterno, in cui uno scorrere di lacrime diffuso fra gli invitati sancisce la bellezza del gesto, e dove si fa una grande festa per la gioia della nascita di una nuova famiglia. È chiaro che in questo momento, in piena quarantena, tutto questo è impensabile. È impensabile sposarsi senza vivere ogni piccola esperienza che conduce al fatidico sì. Mi riferisco soprattutto alle spose, da sempre protagoniste indiscusse che sognano questo momento fin da quando erano piccole. In particolare, con loro io stringo sempre un rapporto speciale, di confidenza, di supporto nei giorni più tesi quando ci si avvicina alla data, quando il vestito scelto pare non convincerle più, quando qualche legame di parentela incrinato fa soffrire la coppia.

Io ci sono sempre ed ora con il Coronavirus, ci sono ancora di più, perché questa situazione inimmaginabile li ha trascinati in uno stato di confusione e di tristezza e il mio dovere è stargli vicino e offrirgli tutto il conforto possibile. Molti sposi hanno rimandato per prudenza, alcuni aspettano fino all’ultimo nella speranza di sapere se qualcosa si sbloccherà. Ho conosciuto sposi che hanno gestito in prima persona l’emergenza del Covid e sono stati pesantemente coinvolti psicologicamente, di conseguenza vivono con difficoltà l’idea di sposarsi, di gioire, di essere felici di fronte a tanta morte. 

Francesca con Randy Fenoli, lo stilista americano specializzato in abiti da sposa

La pianificazione è tutto per una wedding planner, lo dice il nome stesso e quindi, sto soffrendo perché non posso progettare nulla, non posso portare le mie spose a scegliere l’abito fra pizzi chantilly, sete, veli impalpabili, non posso portarle da un personal stilyst, non posso far assaggiare ai futuri sposi le squisite portate dei servizi di catering o a scegliere i fiori più adatti a rappresentare il loro amore incondizionato o, peggio ancora le location, splendide ville in cui sentirsi delle principesse o i fotografi che immortaleranno senza tregua il loro giorno più bello. Mi preoccupa anche il futuro di tutti i nostri fornitori, zero eventi significa zero guadagni. Si dice che questa quarantena ci cambierà in meglio, ci farà apprezzare di più i valori autentici, beh lo spero perché vi assicuro che il matrimonio è la cosa più bella del mondo. Non vedo l’ora di far vivere serenamente agli sposi il loro sogno: sono sicura succederà presto.