Appena è iniziata la quarantena, ho subito pensato a quanto sono fortunata. È strano, lo so, ma se lavorassi ancora nella ristorazione ora sarei a casa senza stipendio e con due figli e uno marito che, ahimè, deve finire la chemio: sarebbe veramente dura.

Per natura, sono una persona ottimista, vedo sempre il bicchiere mezzo pieno. Lavoro da pochissimo in questa realtà e ogni giorno faccio circa 60 km per arrivare. Dovranno aprire una nuova filiale nella mia città e “sono in formazione”. Non mi ha mai fermato nessuno: io comunque ho l’autocertificazione. L’azienda ci procura tutti i documenti per poterci muovere in tranquillità. Sono fortunata. Lo sono perché ho guanti, mascherine, amuchina e, soprattutto, dei colleghi con cui sto proprio bene.

Mara al lavoro con una collega

Forse questo momento ci ha unito ancor di più. Sono fortunata perché ho la possibilità di aiutare chi ha bisogno con un cambio turno, con una torta (io adoro cucinare) per festeggiare il compleanno di un’amica – anche lei qui in prima fila tutti i giorni come me – per farla sentire meno sola. Sono fortunata perché i miei ragazzi sono grandi e molto indipendenti: sanno quello che c’è da fare e si sono organizzati, non pesano mai sulla famiglia.

Mara

“Il cliente ha sempre ragione” è il nostro mantra aziendale e con questa tensione a volte è difficile avere a che fare con loro, con voi, ma con l’atteggiamento giusto, educato e rispettoso anche quelli presi da un’ansia incredibile si aprono, si sfogano, annebbiando gli occhiali per la mascherina. Vogliono solo parlare, ricevere una parola di conforto. E allora sono fortunata perché farlo mi riempie di gioia.
Penso ad ogni scontrino che batto, ad ogni codice a barre che suona, ad ogni prodotto che mi scivola fra le mani con i guanti e prego che tutto finisca presto.

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