nicola alpinista a casa degli altri

Ho preso tutto? Aspetta che ricontrollo. 10 rinvii, 5 fettucce, 8 friends, meglio prendere anche quello più grande che pesa di più, set completo di nut, beh a questo punto aggiungo anche l’imbrago, 4 moschettoni, poi ci sono le corde, ne prendo 3 valà. A posto. Chiudo tutto e…Ora posso iniziare la telefonata.

Avanti e indietro per il prato, su e giù dalla rampa del garage, intorno a me qualche muro artificiale, sopra il cielo blu.

Allora ciao Miriam, ci risentiamo nei prossimi giorni. Ora chiamo Diego…

Vai di un’altra chiamata. Poi mi siederò al pc, le mie solite tre ore mattutine, e altrettante pomeridiane, in cui mi metto a contatto con i miei mondi lavorativi. Se tutto si è fermato, King Rock compreso, noi ci stiamo muovendo più di prima, ma lentamente.

Abbiamo letteralmente colto l’occasione, di mettere ordine al disordine lasciato in sospeso, ora che siamo noi a essere in sospeso.

Facciamo ragionamenti sul dopo, prendiamo respiro e lasciamo decantare. Prima era un continuo correre frenetico, un accumularsi di tensioni. E ora quelle tensioni si stanno sciogliendo.

Quando sono iniziati i primi divieti, per due settimane ho occupato la mente a capire come ci potevamo muovere, sia come struttura di arrampicata, sia come associazione sportiva, sia come guide alpine. Poi altre due settimane a capire come salvare il salvabile, bloccare mutui, i leasing, attivare casse integrazioni e distribuire il cibo avanzato. Fantastico, grazie! Ha detto subito la coordinatrice della Caritas. Proprio oggi non sapevamo cosa preparare!

Ma tra i proclami tv e la realtà passa un mondo, fatto di incertezza, e di preoccupazione. Lavoravamo per il 120%, perché il giro di persone al King Rock era aumentato molto negli ultimi 5 anni, e con esso il personale a servizio. E dopo come sarà?

Intanto i nostri istruttori non si perdono d’animo. Allenamenti online tutti i giorni con gli allievi, di tutti i corsi, di tutte le età, di tutti i livelli. Tutto volontario, e tutto assolutamente partecipato.

E le nostre guide? A casa a fare allenamento, a collegarsi in Zoom per pensare al dopo. Si devono intersecare due problematiche, il come fare attività rispettando le norme, e con chi, pensando alle più disparate situazioni economiche dei clienti, tutte rimescolate. Uscite in gruppo? Sì, sempre gli stessi gruppi però, di persone che si conoscono. Niente rifugi? Si va in tenda.

I clienti personali? Quelli non mancano. Già ricevo richieste per l’estate. Nicola, preparati perché sarò più carico che mai!

Sì lo sarò pure io. Ma in maniera diversa. Prima era sempre una toccata e fuga. Dopo la mole di lavoro non sarà la stessa. Magari mi fermerò qualche giorno di fila, usando meno la macchina, stando.

Papà è pronto da mangiare! Stefi è diventato un ottimo cuoco. Era più entusiasta all’inizio. Ora da bravo adolescente che si rispetti, comincia a essere scarico. Marina è appena rientrata a casa. È tornata dall’ospedale. Manteniamo una certa distanza per sicurezza, ma siamo sereni. È una sfida per tutti.

La frase del papa mi si ripete nella testa, noi pensavamo di vivere sani in un mondo malato. Ora è il momento di capire come scegliere di stare al mondo.

Rifletto. Medito, tutte le mattine. Sto in silenzio a dialogare con lo spirito. Ecco l’appiglio! Sì eccolo lì. Sfodero un friend, lo incastro bene nella fessura, do un tirone. Perfetto, tiene. Alzo lo sguardo. Sopra di me la parete è ancora un viaggio infinito. A me i viaggi verticali piacciono. Allora appoggio delicatamente il piede nel piccolo davanzale lì sotto, allungo il braccio ad afferrare quel minuscolo speroncino di roccia lì sopra. L’appiglio. Prendo fiato. Mi concentro. E via, si va!