Un’altra giornata inizia. Devo dire che per noi, consulenti del lavoro, non è cambiato niente, anzi il nostro impegno è aumentato notevolmente. Sono settimane ripetitive, molto piene, direi infinite. Siamo in prima linea per aiutare le imprese e i lavoratori imbrigliati in una rete complicata di decreti ed emendamenti che si aggiornano alla velocità della luce. Fondamentale sapere però che dal diciassette marzo a metà maggio (ma probabilmente verrà prorogato) nessun imprenditore potrà licenziare i suoi dipendenti per coronavirus.

Partecipo a convegni online, conferenze cercando di barcamenarmi e dare il meglio per le imprese che seguo ma non è facile. La stragrande maggioranza delle società, soprattutto le piccole medie imprese che rappresentano il tessuto della nostra Italia e della nostra regione in particolare, sono in grande difficoltà. Tanti sono chiusi e lo resteranno ancora, non hanno liquidità a sufficienza e sono costrette a ricorrere agli ammortizzatori sociali, cioè alla cassa integrazione per i loro dipendenti. E credetemi se la burocrazia era tanta prima, adesso, invece di semplificarsi per velocizzare i tempi, si è ampliata e complicata, d’altronde una cosa del genere finora non era mai capitata. A cascata su di noi, piovono processi diversi a seconda di una serie di elementi di differenziazione, in parole povere ogni azienda è a sé stante e necessita di accortezze ad personam.

Chi non esporta più ed ha magazzini pieni, chi ha pagato i dipendenti e chiuso la proprietà per sanificare gli ambienti e tutelare tutti: le casistiche sono ahimè infinite. Noi, esperti del diritto del lavoro, crediamo che questa possa essere anche un’occasione per dare risposte univoche, lo chiediamo a gran voce. Ora continuo con le telefonate, dando tutto me stesso. Mi auguro che presto si torni alla normalità.

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