Ore 8. Suona la sveglia. Sì per noi la sveglia suona ancora. Che sonno! E chi si alza? Alle 9 c’è la prima ora di lezione.
Ma scherzi? Se è alle 9, io mi alzo alle 8.55!
E la colazione, Aurora?
A pranzo!
A-pposto…Beh a parte qualche eccezione, dicevo che per certi aspetti il tempo delle superiori è scandito dai soliti ritmi. 4 ore di lezione la mattina…
In realtà io ne faccio solo 2 e non tutti i giorni.
Veramente, Isacco? Ma non ti sembra pochino?
Certo, un disastro! Mi sta passando qualsiasi motivazione.
Come darti torto.
Anche io sto perdendo stimolo. È una noia pazzesca stare lì davanti al pc a vedere uno che parla allo schermo.
Beh sì, come darti torto.
O magari stare piantati davanti a delle slide che scorrono con una vocina sotto.
Ragazzi, sì, come darvi torto!

Mi alzo per sgranchire le gambe. È quasi ora di pranzo. Papà sta preparando da mangiare. Che fame!
Comunque Stefi, alla fine sappiamo che non si studia, tanto ci promuovono in ogno caso.
Non ci sono dubbi, Aurora, ma se ci pensate è un po’ come all’università. Mi dicevano che lì ci devi mettere tu l’impegno, sei libero di agire e di organizzarti. Certo è più complesso, non hai chiare linee guida. Ma è un modo per crescere e gestirti la vita come vuoi tu.
Sai che ci pensavo proprio in questi giorni?
Spara, Aurora, siamo tutto orecchi!
Mah, non so, non sento più il peso del tempo. Tutto scorre veloce ma lentamente. Nella “normalità” era tutto già deciso, anzi direi imposto. Andavo a scuola, uscivo da scuola, tornava a casa a studiare, mi vedevo con il moroso, andavo in palestra, poi a casa, e bella finita!
E ora?
Ora è un tempo scelto. Scelgo di cazzeggiare due ore, di studiare quando voglio, di fare sport…ne faccio più ora di prima di sicuro! E poi magari anche di dedicarmi alla cucina, cosa mai fatta.
Scommetto che mangi meglio…
Puoi dirlo!
A proposito, il pranzo! Scendo le scale, unica attività da stamattina. La tavola è imbandita. Polenta, piselli e formaggio…piatto leggero oggi! Chissà che abbiocco dopo pranzo. Mi sdraierò sul divano o magari farò una passeggiata in giardino.
Sai cosa Aurora, forse ci stiamo prendendo cura di noi.
Sì, mi sento cresciuta per certi aspetti. Non so se provate la stessa sensazione, ma è come non essere più trascinati, mentre ora siamo noi a trascinarci.
Esatto!


Faccio due tre passi affondando i piedi nell’erba alta, la primavera nell’aria mi risveglia i pensieri.
In fondo ragazzi dobbiamo accettare che ora la scuola non è più ambiente di vita, ma di apprendimento. Dove siamo noi a scegliere se impegnarci o meno, se imparare o meno. E’ un atto di crescita, se vogliamo. Che dici Isacco?
Già, ma a me sta cosa non va tanto giù. Tu sei un ‘solitario’, io sento la mancanza degli amici con cui condividere emozioni, studio, impegno, tensioni. Tutto quello che appunto era la scuola!
A chi lo dici! A me mancano ancora di più le amiche fuori da scuola. La relazione pelle a pelle. Ci può essere tutta la tecnologia che vuoi ma per me il contatto è insostituibile. E tu Isacco con il calcio, come fai?
Appunto, è proprio lo sport fatto in squadra che manca. Per me il calcio è questo. Posso anche fare due tiri in giardino ma non è la stessa cosa.
Sì, io non faccio testo. Non per niente il mio prof. mi chiama l’ “anarchico sociale”.
Prendo su la chitarra, comincio a strimpellare qualcosa per far viaggiare ancora i pensieri. Dopo magari scendo in taverna ad arrampicare un po’. Mente e corpo vanno allenati entrambi…E gli amici?
Io delle videochiamate mi sono rotto. Alla fine ogni volta il discorso va a finire sul Coronavirus. Non abbiamo altro argomento di cui parlare adesso! Un giorno penso che tutto finirà presto, il giorno dopo che passerà ancora tanto tempo. Se solo la gente portasse un po’ di rispetto per le regole, e per chi rischia!
Hai ragione Isacco, come tuo papà carabiniere…
Sì, chi come lui è esposto, chi come lui vive isolato in casa, con uno spazio tutto dedicato, beh vogliamo parlare di tua mamma che è Oss all’ospedale?
Già! La vita familiare è cambiata, ma per fortuna la casa è grande!
Bravi i vostri genitori, mio papà al momento è rimasto senza lavoro, lui con partita Iva aspetta che qualcosa si smuova, e la vedo lunga.
Mi rimetto sui libri, chiuso nella mia stanza. Ma non c’è verso, alzo continuamente lo sguardo verso la finestra.
Aurora e Isacco, sapete cosa, gli adulti li vediamo spaventati del futuro. Provate a pensare ai nostri nonni, abituati ad avere una vita sempre uguale, ripetitiva, magari nello stesso posto. Lo stesso lavoro per 40 anni, che per loro era il meglio si potesse avere. I nostri genitori sono già svezzati all’incertezza, sperano sempre nel contratto a tempo indeterminato ma ormai si sono rassegnati a quello meno in. Anche se non hanno rimunciato alla vita meno in…!
E noi?
Io non sono spaventato del dopo. Credo che la nostra generazione sia ormai consapevole di dover navigare a vista. La mia filosofia di vita è “cogli l’attimo”, vivi il presente, senza porsi obiettivi troppo distanti.
Beh tranquillo, oltre i 200 metri non si può andare! A parte gli scherzi, io che sogno di entrare in una società calcistica, come faccio chiuso in casa?
È questione di tempo Isacco. Tu in realtà hai chiara la meta. È il come raggiungerla che non sarà così chiaro e scontato. Il percorso lo traccerai giorno per giorno, vivendo il presente. Perché è costruendo nel presente che ci eleviamo per guardare il futuro. La vista è migliore, e le basi sono solide.
Sono d’accordo Stefi, ci sono troppi imprevisti e dobbiamo essere pronti al cambiamento continuo.
Aurora, ecco la perla del giorno: le mie idee, le nostre idee, le idee di ognuno di noi  prenderanno la forma del presente che vivremo.
Saggio Stefi.
Ho giusto quell’anno più di voi…e di studi di filosofia!
Senz’altro!
Ecco, e proprio senza altro dovremo cominciare a vivere le nostre nuove vite. Forse pensando un po’ più a noi, al prenderci cura di noi, a gustarci le cose…
Ragazzi mi chiamano di là!
Ciao Isa! Ci sentiamo nei prossimi giorni.
Vado anche io, Stefi. Papà mi aspetta per giardare un film. L’ennesimo ormai!
Ciao Auri.
Sono le nove della sera. La giornata scorre veloce, ma lentamente. Sì è proprio così. Questi giorni tutti uguali, ma diversi. Questa situazione incerta, ma certa solo di noi.
Forse si tratta solo di ribaltare la nostra visione delle cose.
E con questo pensiero errante, spengo la luce, per trovare nel buio una luce diversa, non so di che colore sarà, ma di sicuro sarà più vera.
Stefi, ma hai saltato la cena!
Accidenti! Mi alzo, riaccendo la luce, tutto è sottosopra, cerco di farmi largo tra il disordine…Ops, forse le cose le ho ribaltate un po’ troppo!

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