Antonietta De Vita
Antonietta De Vita di Territori in Libera Transizione TILT)

A Verona c’è un laboratorio di idee e innovazione sulla cittadinanza ecologica che prende le mosse dall’ecofemminismo. Ma di che cosa di tratta? Territori in Libera Transizione (TILT) è un laboratorio del Dipartimento di Scienze Umane dell’Università di Verona e riunisce studiose e studiosi di diversi atenei che da dieci anni suggeriscono come cambiare il consumo, il lavoro e le abitudini della società per rallentare la crisi climatica.

Antonietta De Vita fa parte di TILT. È filosofa e pedagogista sociale e dirige il Centro Studi Differenza Educazione, Formazione e Differenza Sessuale dell’Università di Verona. Si occupa nei suoi studi di diverse tematiche legate alle differenze di genere, al femminismo e all’ecologia.

«Non bisogna ripensare solo alla transizione ecologica ma anche a quella eco-sociale – spiega De Vita -. Non si può investire ingenti somme di denaro sulle tecnologie green. La crisi climatica riguarda tutti e dobbiamo ripensare gli stili di vita della nostra società e porre al centro le relazioni di convivenza con le persone, la natura e le risorse che abbiamo a disposizione».

Secondo quanto riporta la studiosa, l’ecofemminismo ha rilevato come il rapporto di dominio che l’uomo ha instaurato sulla donna nella società patriarcale sia stato altrettanto violento nei confronti della natura. Per contrastare l’emergenza climatica, sarà dunque necessario costruire una nuova società assieme all’intera collettività, basata su rapporti di convivenza non solo tra infrastrutture, comunità e istituzioni, ma anche con le piante e gli animali.

«Le crisi sociali, politiche e di genere sono legate a quella ecologica – spiega De Vita -. I movimenti delle donne sono molto presenti in azioni ecologiche e troviamo alcuni esempi anche a Verona nei mercati contadini, nei movimenti sul cibo. Ci sono poi alcune associazioni femministe come Non una di Meno, Circolo Rosa, Filo d’Arianna o imprese come Quid che hanno a cuore temi come la transizione e l’ecosostenibilità».

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