enoteca flor

È una sfida quella che Giuseppe Rizzo e Federico Fiori si apprestano ad affrontare: uniti dalla dedizione per il “vino rispettoso di chi lo beve e di chi lo fa” sono pronti a inserirsi con la loro enoteca nel tessuto enogastronomico veronese, per indole saldamente legato alle
proprie radici.

Il coraggio non manca a questi due imprenditori, che da vite lavorative agli antipodi hanno fatto del vino naturale un punto d’incontro, una passione prima che una professione. «Ho sempre lavorato nel digital marketing per grandi multinazionali – ci racconta Rizzo – mentre Federico Fiori era impegnato nella gestione dell’Azienda Agricola di famiglia. Ci siamo incontrati ad un evento dedicato ai vini naturali e dopo un paio di anni abbiamo deciso di provare ad aprire un’enoteca a Milano».

L’apertura nell’autunno 2019, dopo pochi mesi il mondo inizia a fermarsi e nei due soci si fa strada la consapevolezza di doversi reinventare. «Ho ripreso in mano quello che avevo accantonato – scherza Rizzo -. La prima settimana di lockdown ho creato molto velocemente un ecommerce online per l’enoteca, un ultimo tentativo prima della chiusura definitiva. Ho attivato il portale e la risposta è stata impressionante: un centinaio di ordini solo il primo giorno. Nel momento in cui non si poteva uscire di casa e altre piattaforme avevano attese di settimane, noi consegnavamo bottiglie in trenta minuti».

Cambia il modello di business, ma la filosofia rimane invariata: avvicinare le persone a un concetto di vino etico, attento e rispettoso di chi lo beve e di chi lo produce. La predilezione è per i piccoli produttori locali capaci di unire territorialità e alta qualità produttiva. «Portiamo avanti una ricerca meticolosa nel settore, sia attraverso le fiere sia mettendoci alla ricerca delle aziende agricole disseminate nel territorio, sia italiano che straniero. Tutti i vini presenti in enoteca sono stati assaggiati, da noi o dal team di sommelier con i quali collaboriamo». L’apertura a Verona non è quindi casuale, ma ragionata, all’interno di una città che della cultura del vino ne ha fatto un solido pilastro.

Una terra in cui il vino regionale è sempre tra le prime scelte di acquisto e la territorialità è un considerevole valore aggiunto. «In campo metteremo prezzi accessibili, la comodità di un delivery in 30 minuti ma soprattutto i prodotti e le storie delle etichette che abbiamo selezionato – aggiunge Rizzo -. Ci sono tantissimi vini veneti, anche di piccole produzioni, che una volta assaggiati sono impossibili da abbandonare. Accanto ad una corposa selezione regionale, affiancheremo poi proposte da tutto il mondo».

L’enoteca a Verona, in via Stella 4A, sarà votata alla vendita diretta, con la partenza a breve del servizio di delivery. Nel futuro anche la volontà di aprire il locale ad eventi di degustazione. «Le storie e le esperienze di vignaioli sapienti che stupiranno il pubblico con vini schietti, provocatori e divertenti saranno la nostra carta vincente» conclude Rizzo.

A sinistra Giuseppe Rizzo, sulla destra Federico Fiori
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