Nel Nordest del fare, c’è chi oltre ai profitti dell’economia pensa a dare valore al talento delle nuove generazioni. Tra gli imprenditori veronesi, Giuseppe Gaspari è quello che può essere definito un moderno mecenate. Sogna una Verona illuminata dall’arte e ispirata dal suono della musica, in un’armonia di intenti che ha pure un risvolto solidale. 

Filosofia che ha declinato concretamente nella fondazione privata che porta il suo nome, la Gaspari Foundation, il cui Dna è composto da tre elementi principali: «Cultura, giovani e beneficenza», esordisce. Si tratta di fili che annodano in maniera stretta arte e attività imprenditoriale. Dettaglio affatto scontato per chi dalla fine degli anni Settanta ha saputo far crescere l’azienda di famiglia operando in svariati settori: dalla tintura industriale all’elettronica per poi passare ai tessuti tecnici per sportivi col marchio Windtex e ai prodotti per la cura della persona del brand Texbond. 

Decidere di investire anche nella cultura è stato un approdo naturale: si è trattato di dare importanza ad alcune circostanze. La sensibilità musicale l’ha maturata con gli studi di organo e fisarmonica. L’attenzione al sociale è cresciuta in ambito familiare: «Da trent’anni mia moglie Nadia è impegnata nei Gruppi di volontariato vincenziano. Per alcuni amici abbiamo iniziato a organizzare eventi benefici con la finalità di raccogliere fondi. In seguito, con la rifondazione del Rotaract Verona, ho avuto l’occasione di conoscere e confrontarmi con dei giovani musicisti». Dai primi concerti negli spazi aziendali, è nato un sodalizio artistico che ha allargato sempre più gli orizzonti. Un pensare in grande, come un imprenditore riesce a fare, che è arrivato a contaminare con le note la città scaligera. E non solo. 

L’ORCHESTRA L’APPASSIONATA

Grazie alla Gaspari Foundation è nata l’orchestra L’Appassionata, le cui fila sono composte da un numero variabile di giovani professionisti della musica provenienti da diverse località d’Italia. Dall’intuizione di affiancare il talento di questi promettenti musicisti ad artisti affermati per favorire lo scambio di esperienze è germogliata l’idea di “Primavera Music Season in Verona”: stagione concertistica inedita la cui seconda edizione è in programma tra aprile e giugno con otto concerti che uniscono classicismo e modernità, in una formula che coniuga narrazioni, introduzioni all’ascolto, interventi di prosa. Le location sono di prestigio (dai teatri Filarmonico, Nuovo e Romano a Gran Guardia e Sala Maffeiana), così gli ospiti di richiamo come Giancarlo Giannini ed Elio. In aggiunta, è prevista un’appendice di eventi al di fuori dei confini veronesi con tre appuntamenti musicali tra Venezia, Milano e Mantova. L’anno si concluderà a dicembre con un omaggio alla città: un concerto, a ingresso gratuito, in Duomo. 

C’è infine la solidarietà, ingrediente immancabile nelle iniziative della fondazione. «Il ricavato di ogni concerto della rassegna è devoluto in beneficenza. Lo scorso anno abbiamo raccolto quasi 48mila euro, che sono stati destinati ad associazioni del territorio. Le realtà individuate per l’edizione 2020 sono i Gruppi di volontariato vincenziano, il progetto Cim per l’inserimento nel mondo del lavoro di minori in difficoltà, l’Associazione italiana malati di Alzheimer sezione di Verona», spiega Gaspari. «Vogliamo crescere, perché è stimolante», chiosa, con la lungimiranza di chi ha ben chiari gli obiettivi di un “fare” che ha ricadute positive sulla società. Una forma di economia, questa, che è il migliore investimento per il futuro di tutti.

Questo pezzo è stato pubblicato sul numero di marzo della rivista cartacea Pantheon