Ha iniziato a cantare come tanti: a casa, sotto la doccia o nella sua cameretta. Da allora Beatrice De Beni, cantautrice veronese classe 2001, di strada ne ha fatta (per buona pace dei suoi genitori, come ci ha confessato sorridendo). Giovane e dall’animo delicato, Beatrice ha trovato il suo baricentro negli anni e non senza fatica: fondamentale è stata l’elaborazione delle emozioni e il coraggio di metterle nero su bianco. Il risultato è stato il suo ultimo singolo “Solo tu sai”, che Beatrice ha portato come inedito sul palco di Casa Sanremo lo scorso febbraio.

Beatrice come hai iniziato a cantare?

Io ho iniziato a 14 anni. Cantavo a squarciagola in camera, soprattutto canzoni in inglese. Quindi sbagliavo tutte le parole. (ride, dr) E continuavo a chiedere a mia mamma di iscrivermi a lezioni di canto. Quindi ho iniziato a prendere lezioni di canto, prima a Bardolino, nel paese in cui sono cresciuta, e poi a Verona.

Il 22 aprile è uscito il tuo nuovo singolo “Solo tu sai”. Che significato ha questa canzone?

Al primo ascolto potrebbe sembrare che parli di una rottura, di una relazione finita male. Ma non solo: ogni frase ha un significato profondo e molto importante per me. Il messaggio che voglio trasmettere è che quando c’è qualcosa che ti porta indietro, una persona, un’esperienza negativa, una dipendenza, bisogna sempre cercare di andare avanti e riconoscere cosa ci fa stare bene. Nel ritornello dico “Mi verrai a cercare, solo tu sai dove mi puoi trovare” è riferito a quella tentazione di ritornare nel passato piuttosto che andare avanti.

La vena cantautorale e quindi creativa quando l’hai sviluppata?

Ho iniziato quando avevo 17 anni. Inizialmente scrivevo in inglese perché, ascoltando principalmente musica straniera, mi veniva più facile scrivere in inglese. Per me è un’esigenza  buttare fuori alcuni miei sentimenti, alcune sensazioni che non riesco a trasmettere a parole. Questo nuovo singolo in italiano per me è stato una rivoluzione, perchè mi sono proprio messa a nudo e non è stato facile. Ho dovuto anche abituarmi un po’ anche alla mia voce.

Che esperienza è stata Casa Sanremo?

Mi hanno contattata su Instagram dicendomi che avevano ascoltato il mio primo singolo in inglese, che è uscito l’anno scorso, intitolato “Alright”, e dicendomi appunto che era molto piaciuto, e mi hanno fatto questa proposta di partecipare alla seconda edizione di Casa Sanremo. È stata un’esperienza che mi ha veramente emozionata. Ed è stato veramente un incentivo a voler fare sempre di più.

Hai già qualcosa che “bolle in pentola” per il futuro?

Il mio obiettivo sarebbe fare un EP con quattro brani inediti e due ce li ho già. Sono a metà strada.

Guarda l’intervista:

banner-gif
Articolo precedenteLa Valpolicella e le sue uve “chiamano” l’Unesco
Articolo successivoTrussardi ha rivelato la collaborazione con Giancarlo Perbellini