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Bullo, non ti temo

L’Istituto comprensivo di Bosco Chiesanuova è stato tra i primi in Italia e il primo nel Veronese ad adottare la prassi di riferimento “UNI/PdR 42:2018” con la finalità di prevenire e contrastare bullismo e cyberbullismo.

Il dirigente scolastico Alessio Perpolli

Si manifesta sotto svariate forme: fisica, attraverso pugni e calci; verbale, con derisioni e insulti che si amplificano ancor più se finiscono nel “grande mare” di internet quando diffusi tramite video, fotografie, messaggi passati velocemente da telefonino all’altro. 

Il bullismo, pure nella sua declinazione on line chiamata cyberbullismo, è una modalità di sopraffazione purtroppo molto diffusa tra le giovani generazioni: secondo l’Istat riguarda in qualche misura uno studente su due, la fascia d’età più a rischio è compresa fra gli 11 e i 17 anni. 

Qual è il luogo migliore, se non tra i banchi di scuola, in cui contrastare il fenomeno e cercare di intercettarne in tempo i segnali, facendo opera di prevenzione? 

In tal senso, l’Istituto comprensivo di Bosco Chiesanuova è stato tra i primissimi in Italia e il primo nel Veronese ad adottare la prassi di riferimento “UNI/PdR 42:2018” che ha la finalità di fermare le azioni dei bulli. E l’idea è che questo regolamento, tra l’altro certificato da un organismo internazionale, sia utile a docenti, genitori, educatori. 

«La certificazione è il punto d’arrivo del lavoro di un anno da parte di un’apposita commissione anti-bullismo, di cui fanno parte esperti di pedagogia, legalità e comunicazione» hanno spiegato le consulenti Rebecca Basso e Maria Grazia Cucci, affiancate dalla docente di riferimento del progetto Martina Maoli e dal dirigente scolastico Alessio Perpolli in una serata di presentazione che ha coinvolto la Lessinia.

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Il regolamento, ha illustrato Cucci, «indica delle linee guida, permette cioè a qualsiasi tipo di associazione ed ente che ha a che fare con i minori di avere una sequenza di tipo organizzativo per la prevenzione di bullismo e cyberbullismo. Fornisce ai docenti degli strumenti per intervenire nel momento in cui sono già avvenuti i fatti». La prassi, consolidata a livello europeo, ricorda alcuni aspetti: valutare i rischi presenti, definire le strategie per capire come risolvere le criticità nelle singole situazioni e intervenire in base all’età; coinvolgere la società nel suo insieme e favorire il benessere. 

Sul sito internet dell’istituto comprensivo della Lessinia (che riunisce plessi nei comuni di Bosco, Roverè, Cerro, Velo, San Mauro di Saline) è stata creata la pagina “Ferma il bullo”, in cui è possibile trovare tutti i documenti prodotti. 

«Abbiamo previsto la possibilità di raccogliere segnalazioni direttamente nelle scuole con un sistema anonimo – conclude Basso –. I genitori potranno invece segnalare un caso di cui vengono a conoscenza dal sito». A seconda della situazione, di volta in volta si valuterà come procedere. Sempre con riservatezza e attenzione alle ripercussioni psicologiche sulle vittime. E sui bulli: in fondo, capire il perché del loro agire è parte della soluzione del problema.