I poliziotti Filippo Marverti e Sara Vacca
I poliziotti Filippo Marverti e Sara Vacca

Intorno alle 20 del 9 gennaio scorso, il Vice Sovrintendente Fernando Marverti e l’Assistente Capo Sara Vacca, mentre rientravano dal lavoro verso la loro abitazione, hanno notato a Verona, lungo via Friuli, un motorino a terra, al centro della strada; subito dopo, avvicinatisi e scesi dalla macchina, si sono accorti che, poco distante dal motorino, accanto al marciapiede, c’era un ragazzo sdraiato a terra e immobile.

Intuendo immediatamente la gravità della situazione, i due Poliziotti hanno deciso di intervenire e in particolare Marverti ha contattato il 118 per attivare i soccorsi, mente Vacca, accortasi che il ragazzo era privo di sensi e che non mostrava alcuna funzione vitale, ha stabilizzato il corpo del ragazzo e ha iniziato ad effettuare il massaggio cardiaco.

Le operazioni di soccorso sono state eseguite seguendo le indicazioni dell’operatore del 118, che sono state comunicate a Sara Vacca, per il tramite del suo collega, che le stava accanto, e sono proseguite senza sosta sino a quando non è intervenuto il personale dell’ambulanza e dell’automedica.

Secondo quanto riferito dal personale sanitario intervenuto sul posto e anche successivamente dal personale medico, che ha prestato le prime cure, senza l’intervento dei due Poliziotti, quasi certamente, il ragazzo non ce l’avrebbe fatta.

Gianpaolo Trevisi
Gianpaolo Trevisi

Per tale motivo, i genitori hanno deciso di scrivere una lettera (riportata più in basso), inviata a Gianpaolo Trevisi, Direttore della Scuola Allievi Agenti della Polizia di Stato di Peschiera del Garda, ufficio presso cui prestano servizio i due Poliziotti, e li hanno ringraziati con parole commoventi, definendoli «Gli angeli che hanno salvato nostro figlio».

Si è deciso di rendere pubblica questa storia, ora che il diciannovenne è stato dichiarato fuori pericolo e che, grazie a un’eccezionale assistenza medica, sta per iniziare il percorso di cure e recupero.

Trevisi, parlando dei suoi due collaboratori, ci ha tenuto a sottolineare che «Marverti e Vacca sono due Istruttori di Difesa Personale di altissimo livello, che hanno vinto numerosi titoli, anche a livello mondiale, rispettivamente di Judo e Karate; sicuramente grazie alle competenze acquisite durante il corso che ha permesso loro di conseguire l’attestato di BLS-D certificato IRC e, anche grazie alla pratica ad altissimo livello delle due discipline, sono stati capaci di avere la freddezza, la prontezza e la capacità di intervenire nel migliore dei modi».

«In un momento in cui l’emergenza sanitaria costringe tutti a osservare le giuste regole del distanziamento, i due colleghi hanno avuto il coraggio di non pensare a nulla, se non a salvare il ragazzo. Io sono fiero di essere il loro Direttore e fiero che facciano parte del corpo docenti e istruttori di questa Scuola e sono certo che ai futuri poliziotti sapranno trasmettere nel migliore dei modi non solo le tecniche di difesa personale, ma anche i valori che hanno permesso loro di diventare protagonisti di questa storia, fortunatamente a lieto fine».

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La lettera dei genitori

Due angeli hanno salvato nostro figlio

Fermarsi a soccorrere un ferito può cambiare la vita, salvare una vita, Sara e Ferdinando lo hanno fatto con nostro figlio Giovanni, l’abbiamo sentito dire ogni giorno dai medici della terapia intensiva di Borgo Trento dove è rimasto in prognosi riservata da sabato notte fino a giovedì, quando finalmente è finito un incubo interminabile, anzi, insopportabile.

Sabato sera alle 20 lo hanno visto disteso a fianco allo scooter, non si muoveva, con un probabile arresto cardiaco, hanno chiamato immediatamente il 118 e hanno seguito le indicazioni del sanitario che al telefono li ha guidati nel fare quel massaggio cardiaco che ha scongiurato danni irreparabili.

Lo aspettavamo per cena, di solito è preciso nell’orario, visto che non arrivava lo abbiamo chiamato al cellulare ma non rispondeva, sono andato a cercarlo e appena ho svoltato nella via ho visto il riflesso dei lampeggianti blu sul muro del campo di calcio, una macchina con il lampeggiante arrivava alle mie spalle, scendendo verso il luogo dell’incidente vedo l’auto medica, l’ambulanza, due auto della polizia locale e lo scooter di Giovanni, lui è a terra immobile accerchiato dai sanitari che lo stanno soccorrendo.

Mi rendo conto immediatamente della situazione, Fernando e Sara mi fermano, mi dicono che appena hanno visto le luci dello scooter a terra sono intervenuti, hanno fatto del loro meglio, arriva un sanitario che mi comunica che lo hanno salvato. Lo hanno salvato.

Ancora adesso che lo scrivo un rigurgito di emozione mi coglie all’improvviso, chissà se riuscirò mai a dimenticare quella stretta allo stomaco e la tensione che prende il sopravvento.

Ma Sara e Fernando, con il loro coraggio e alto senso civico, hanno ridato una chance al nostro Giovanni.

Quanto sia difficile intervenire in quei frangenti non riesco neanche a immaginarlo, ma loro lo hanno fatto da veri campioni quali sono anche nello sport, campioni del mondo di judo e Karate, ma ora, anche campioni per aver salvato la vita a Giovanni.

Ora resteranno solo piccole cicatrici delle operazioni riuscite perfettamente, i sanitari e i medici che lo hanno curato sono professionisti straordinari, i chirurghi Maxillo e Ortopedia eccezionali, la fortuna di avere un sistema sanitario che funziona.