Dopo la pubblicazione del primo Bilancio sociale per descrivere un impegno fatto di partecipazione, solidarietà, lavoro educativo e dialogo con il territorio, continuano le iniziative per celebrare i 50 anni di Fism Verona, che riunisce le scuole materne e i nidi integrati di ispirazione cristiana della provincia scaligera. L’associazione il 13 marzo scorso ha celebrato il mezzo secolo di vita da quando, lo stesso giorno del 1971, l’allora vescovo di Verona, monsignor Giuseppe Carraro, sottoscrisse l’atto di nascita dell’Adasm (l’Associazione Degli Asili e Scuole Materne) poi divenuta Fism (Federazione italiana scuole materne). Cinquant’anni vissuti per i bambini, con i bambini i quali finalmente, dopo il ritorno in presenza a scuola per l’allentamento delle misure di contenimento del virus, possono celebrare a loro volta la festa per questo importante anniversario di cui sono a tutti gli effetti i protagonisti.

«In questi giorni, in contemporanea in tutte le 175 scuole associate a Verona e provincia, si svolge un momento di festa che abbiamo fortemente voluto per lanciare un messaggio di speranza a tutti i bambini e alle loro famiglie, oltre che per far conoscere il vero patrimonio generato dalle nostre strutture in tutti questi anni: il nostro capitale sociale, che va custodito e valorizzato», spiega Ugo Brentegani, presidente di Fism Verona, durante l’evento organizzato all’istituto Gresner di stradone Provolo a Verona. «È importante che i protagonisti principali di queste realtà, i bimbi, pur con tutti i limiti e le prescrizioni previsti dalla norma, possano festeggiare. Per questo abbiamo previsto la messa a dimora, in ogni scuola, di una pianta di olivo, che i piccoli dovranno curare e far crescere con dedizione. Proprio come in queste scuole, per citare le parole di monsignor Carraro, “si coltivano le tenere piante dei nostri bambini”». 

Gli olivi in questione sono 175 piante della selezione di cultivar Redoro, propagazione degli olivi secolari del nostro territorio. «Dal 1895, infatti, produciamo extra vergine di oliva al cento per cento italiano», spiega Daniele Salvagno, presidente di Redoro Frantoi Veneti, che ha offerto ad ogni scuola associata a Fism Verona una pianta e una lattina d’olio da tre litri, ad uso della mensa interna, sottoscrivendo anche una convenzione che consentirà loro le prossime forniture a prezzo agevolato. «L’auspicio è che i bimbi, vedendo come cresce un olivo, come avviene la fioritura, quanto sono piccole le olive e quante ne servono per produrre anche solo una goccia d’olio, capiscano il valore e l’importanza di questo prodotto, essenza dell’alimentazione sin da piccolissimi». 

Ad allietare l’evento l’esecuzione, da parte dei piccoli allievi, di una canzone dal titolo «La mia scuola è speciale», scritta per l’occasione da Anna Benedetti e Gianluca Anselmi, che hanno tratto ispirazione dalle parole e dalle esperienze scolastiche che proprio i bambini hanno loro raccontato. Il “collage” con i video delle esibizioni sarà quindi pubblicato, in ricordo dell’anniversario, sui canali social dell’associazione.

«Un modo, questa “festa diffusa” celebrata in contemporanea nelle nostre scuole, per creare condivisione e ulteriore senso di appartenenza», commenta Francesca Balli, vicepresidente di Fism Verona e referente del team di 14 pedagogiste che compongono il Coordinamento pedagogico ZeroSei. «In una realtà che riunisce 175 materne con 74 nidi che in tutto accolgono ogni giorno 14mila bambini grazie all’impegno di oltre 2mila dipendenti e più di mille volontari, è necessario infatti assicurare un chiaro filo conduttore nei criteri che guidano il lavoro educativo. Di qui il grosso lavoro formativo predisposto in questi anni per creare qualità nella relazione professionale, condividere pensieri di appartenenza educativa e sperimentare progetti innovativi».

«Le Scuole aderenti a Fism Verona sono scuole di comunità e scuole della comunità, alcune da più di cent’anni», conclude Brentegani. «Continuiamo ora nel nostro compito, mantenendo questa identità e lo spirito di fraternità e di servizio che contraddistingue e deve contraddistinguere chi, a titolo professionale o volontario, opera nelle strutture associate, con umiltà, con competenza, con dedizione».

Articolo precedente“In con-tatto”, il nuovo progetto della cooperativa sociale Monteverde
Articolo successivoL’arte viva, presente e attuale di Milva