Sono creature fragili quelle che vivono nel bozzolo dei disturbi del comportamento alimentare. Mi chiusi in me, è il messaggio lasciato da una di esse. Bisognosa di cura, di relazioni salde, per poter compiere la sua personale metamorfosi. Per diventare finalmente farfalla. In quel battito d’ali, e di speranza, c’è il desiderio di prendere le distanze da anoressia, bulimia, alimentazione incontrollata. Da quei comportamenti che, nella ricerca ossessiva di leggerezza, pesano come macigni sulla quotidianità di numerose famiglie.
Mille si stimano essere i casi nel Veronese. Numerose sono le creature fragili che dalla fine del 2017 La crisalide lilla ha cercato di avvolgere in un abbraccio di comprensione. A far nascere l’associazione è stato un gruppo di familiari le cui esistenze si sono incrociate nei corridoi del Centro per i disturbi alimentari dell’ospedale di Borgo Roma: «Volevamo condividere il dolore e trovare per esso un senso», premettono Luca Borini e Graziella Bonomi, rispettivamente presidente e vicepresidente. Perché aver a che fare con i disturbi dell’alimentazione non è facile: «C’è molta disinformazione, spesso si fatica a giungere a una diagnosi certa anche a causa delle lunghe liste d’attesa, la presa in carico può prolungarsi per anni tra successi e ricadute. Ma se precocemente e ben curata in un centro specializzato, guarire dalla malattia è possibile».

Mille si stimano essere i casi nel Veronese. Numerose sono le creature fragili che dalla fine del 2017 La crisalide lilla ha cercato di avvolgere in un abbraccio di comprensione.


Varie sono le attività portate avanti dall’associazione: dal far nascere un gruppo di auto mutuo aiuto con riunioni serali a cadenza quindicinale, il mercoledì, al Monastero del Bene Comune di Sezano al mettere a disposizione uno sportello di ascolto via telefono (al numero 370.3359068) o email (all’indirizzo info@lacrisalidelilla.it) per intercettare le situazioni di bisogno e fornire risposte, soprattutto ai familiari. Fino a creare occasioni di sensibilizzazione attraverso eventi pubblici o incontri nelle scuole.
Una delle battaglie affrontate con determinazione ha riguardato la richiesta di potenziamento del Centro presente al Policlinico, che ha un team multidisciplinare con psicoterapeuta e dietista specializzati in disturbi del comportamento alimentare; poi la creazione da parte dell’Azienda ospedaliera universitaria integrata, nel 2020, di un Day hospital per i momenti del pasto e del dopo pasto per supportare i casi più gravi, contenere il ricovero, ridurre i costi della sanità e agevolare le famiglie.


Preoccupazione riguardo all’alimentazione, al peso, alla forma del corpo: sono manifestazioni psicopatologiche dalle diverse sfumature; più frequenti nel sesso femminile, non risparmiano il genere maschile. Possono essere segnali di anoressia nervosa, quando la restrizione nell’assunzione di calorie è tale da provocare un dimagrimento esagerato; di bulimia nervosa, se alle abbuffate seguono comportamenti di compenso, ad esempio l’autoinduzione del vomito, per evitare l’aumento ponderale; di alimentazione senza controllo, il binge eating disorder. Di vigoressia, se l’ossessione per dieta e allenamento condizionano la vita sociale; di ortoressia, quando l’attenzione nei confronti della composizione del cibo diventa una mania. Non sono ancora chiari i meccanismi che innescano questi disturbi: sono frutto di una complessa interazione tra fattori genetici, ambientali e caratteristiche della personalità come perfezionismo, bassa autostima, impulsività, ossessività o bisogno estremo di controllo sugli altri.
Guarire non è semplice, ma non impossibile. Lo conferma la frase che conclude il messaggio: Uscii e tornai a vivere, uscii e seppi volare. Lascito di una farfalla che è riuscita a spiccare il volo.
www.lacrisalidelilla.it