Francesca in un pomeriggio di mototerapia a Imperia. Foto d'archivio


Ama da sempre le due ruote, e ora proverà a coronare il sogno di correre la Dakar, la madre di tutti i rally, l’Everest del fuori strada, ancora terreno praticamente inesplorato dal mondo femminile (la scorsa edizione vi hanno partecipato solo quattro donne pilota su 101 iscritti). Dal 12 al 16 maggio Francesca Gasperi parteciperà all’Andalucia Rally, una gara necessaria a qualificarsi per la Dakar, che si terrà a gennaio 2022 in Arabia Saudita. Ma nel suo calendario di preparazione al grande appuntamento ci sono altre due tappe: il Transanatolia Rally Raid (13-21 agosto) e il Marocco Training (ottobre). All’Andalucia Rally partecipa con il team Africa Dream Racing, in sella alla sua moto personale, che sarà “vestita a festa” con i nuovi colori turchese e giallo, su cui si staglia il motto “Never Stop Dreaming”, che l’accompagnerà in questo lungo percorso.

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Veronese a tutti gli effetti, ma attualmente basata a Imperia dove l’ha portata il cuore, Francesca è una donna normale, mossa da autentico entusiasmo, che compie imprese eccezionali, proprio come siamo abituati a veder fare ai supereroi. Per questo è stata creata Turbo Pispi, la versione “cartoon” di Francesca, nata dalla mano di Andrea Artusi, che sarà protagonista di diverse avventure nella lotta contro i distruttori di sogni. Turbo Pispi farà la sua prima apparizione ufficiale dal profilo Instagram di Francesca, in concomitanza proprio della gara in Andalucia (da seguire con #turbopispi).

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Per Francesca Gasperi la Dakar è il sogno di una vita; amante delle due ruote da sempre, è pilota non professionista di moto-rally, tester Kawasaki dal 2006 e tutor di giovani donne pilota. Si definisce donna, mamma orgogliosa, fotografa, giornalista freelance e videomaker. Semplicemente, non ha mai smesso di alimentare la sua passione e di impegnarsi per concretizzare il suo obiettivo.

«Se è il tuo sogno, devi crederci, sempre! Per questo la mia Dakar sarà un inno all’idea di “Never Stop Dreaming”, un messaggio di cui mi faccio testimonial, anche nelle vesti di supereroe, e che intendo portare, in particolare, alle donne di ogni età, ancora troppo legate ad immagini di sé spesso non genuine» afferma. «Anche quello dell’età è un dato frenante, e del tutto relativo – prosegue la pilota. Credo che la mia ricetta si componga di uno spirito giovane, di tenacia e disciplina che lo sport insegna, e di voglia di non mollare: lo sguardo è sempre al traguardo da raggiungere, e questo mi ha sempre permesso di affrontare le scelte, le rinunce e i sacrifici che si leggono alla luce di una vita senza rimpianti. Secondo me, oggi le donne possono e devono fare liberamente le loro scelte, e perseguire gli obiettivi che davvero corrispondono alla loro natura.»

La Dakar, che Francesca correrà competendo solo con i propri limiti, al di là delle classifiche finali, diventa metafora di vita. «Sarà un percorso lungo e insidioso – racconta – in cui probabilmente ci saranno battute di arresto, cadute, risalite, sorrisi, lacrime, proprio come accade nella vita reale, e in particolare in questo periodo storico. Sono felice di poter portare un messaggio di incoraggiamento; vorrei che chi mi guarda affrontare il rally possa pensare “Se ce la fa lei, posso farcela anch’io!”»

Francesca alla Dakar c’è già stata, come fotografa, nel 2019 in Perù, al seguito di Nicola Dutto, pilota paraplegico e suo amico da anni, altro sportivo che non smette di divertirsi in sella, senza voler dimostrare nulla e al contempo essendo d’esempio per molti. Proprio lì ha iniziato ad alimentare il suo sogno, ponendo le basi della sua realizzazione. «Vivere la gara in prima persona, anche se in un ruolo diverso, ha infiammato ancor di più la mia passione, nel vivere a contatto con i piloti e i team, con stanchezza e gioia immense. E poi è lì che sono avvenuti degli incontri che hanno cambiato la mia vita. Prima di tutto con Maurizio Gerini, veterano della Dakar, oggi mio allenatore e compagno di vita. Posso dire che senza di lui, la sua competenza e il suo incoraggiamento, oggi non starei affrontando questa impresa».
Tra gli incontri fortunati, quello con le professioniste di Studio 12.23 che stanno curando questo ambizioso progetto, dal concept al piano di sponsorizzazione, passando per il piano di comunicazione. Il team resta aperto a chi volesse credere nella pilota, sposandone l’obiettivo di essere di incoraggiamento a chiunque scelga di superare limiti e stereotipi che si frappongono alla realizzazione dei propri sogni.  

Storia di una donna normale, pilota di rally

Felicità sono le emozioni della moto e il figlio Giacomo (18 anni), che condivide con lei la passione per l’enduro. Francesca è una donna come molte altre, che in sella alle due ruote ha scoperto infiniti mondi. Ha iniziato su una HONDA XL125 Parigi Dakar per poi passare a cilindrate maggiori, girando l’Europa, fino a Capo Nord, per arrivare in pista, alla guida di una Triumph Daytona. Lì incontra il mondo del giornalismo sportivo, dando il via a collaborazioni come tester con alcune testate specializzate, Moto Sprint e In Moto. Animata sempre da autentica energia, riesce a coniugare lavoro e passione, e partecipa al Master Bike, la più grande prova comparativa di moto sportive. In quell’occasione Kawasaki Europa la scopre e le chiede di diventare collaudatrice ufficiale del brand. Negli anni ha collaborato anche con Motociclismo, Motociclismo Fuoristrada, sia come tester che con il suo studio di produzione video e foto. In questa carriera brillante, il suo orgoglio più grande resta comunque il figlio, che condivide con lei la passione per la moto, alla quale si aggiunge quella per gli aerei, con il sogno di diventarne un giorno pilota.

Francesca e la mototerapia

Una cosa da supereroi, Francesca l’ha già fatta, assieme a Maurizio Gerini e ad un altro campione di generosità ed energia quale Vanni Oddera, campione di motocross freestyle e ideatore della mototerapia per bambini e ragazzi disabili, autistici o con gravi patologie. Assieme a loro, questi ragazzi compiono evoluzioni prodigiose in sella alla moto, imprese solo apparentemente spericolate, che regalano loro sorrisi, energia e fiducia per affrontare meglio le sfide quotidiane che li aspettano. Maurizio e Francesca collaborano con Vanni in questo progetto, che si realizza periodicamente negli ospedali o in spazi aperti che lo consentono. 

Anche aiutare i ragazzi con maggiori difficoltà passa per le due ruote, come racconta la sua più recente esperienza del “L’incredibile viaggio di Marika”, vissuta nell’estate 2020 assieme all’amico Simone Zignoli e al team de “Le Iene”, che ha portato la ragazzina attraverso un’avventura di 15 giorni in Sardegna, rigorosamente in moto, alla scoperta della sua libertà e della possibilità di superare le barriere, qualsiasi esse siano.«Marika in sole due settimane mi ha dato tantissimo, e con lei probabilmente ho capito il vero significato della frase Never Stop Dreaming, e quindi dedico anche a lei questa mia nuova avventura».