I fondatori di Fucina

FAME. Spettatori in giacca, camicia…bavaglio e forchetta: è così che Fucina Culturale Machiavelli immagina il suo pubblico per questa stagione 2019/2020.
Per rispondere per le rime al solito banalissimo ritornello che “con la cultura non si mangia!” l’hanno pensata bella; una rassegna di teatro per grandi e piccini, musica classica, ma anche rock: insomma, ogni palato verrà accontentato.
Nata nel 2015 grazie all’Immagin+Azione di un gruppo di amici, e artisti, per la sua quinta stagione l’impresa culturale che ha casa in via Madonna del Terraglio 10, al Teatro Ex Centro Mazziano, ha in serbo grandi cose.

«Con la cultura si mangia? Sembra di sì, soprattutto se si è abituati a fare tanto con poco»

La rassegna del teatro, sotto la direzione di Sara Meneghetti, anche quest’anno si sdoppierà con un cartellone dedicato ad adulti e bambini, perché come ci confida Sara «vogliamo portare a teatro proprio tutti».
Tra i vari appuntamenti dedicati ai più piccoli, la domenica pomeriggio basterà un biglietto per varcare la soglia del castello de La Bella e la Bestia o scendere negli abissi con La Sirenetta. La sera invece, è il momento del teatro per adulti: sul palcoscenico l’arte compirà quel suo solito sortilegio per cui ritroviamo una casa, e noi stessi, anche nell’antico mito di Edipo – Tragedia dei sensi per uno spettatore, e finiamo per riconoscerci anche nella satira, e magari ridere di noi stessi, di Suini – Peppa Pig prende coscienza di essere un suino.
A gennaio poi, tornerà sulla scena anche l’altra fondamentale anima di Fucina: la stagione musicale che vedrà la direzione artistica di Stefano Soardo e il patrocinio dell’Accademia Filarmonica (la stagione sarà ospitata nella Sala Filarmonica e Sala Maffeiana).
Questa volta sarà l’Orchestra Machiavelli a permetterci sublimi ascolti: tra le note della Sinfonia n. 1 di Beethoven, eseguita in chiave inedita, il concerto in omaggio a Mozart e al 250° anniversario del suo passaggio a Verona, o ancora l’arrivo in Sala Filarmonica dell’affermato direttore d’orchestra Min Chung, non mancheranno i momenti per avvicinarci alla musica classica. Ma anche al prog rock dei New Trolls, perché la cultura è anche contaminazione.

Si suonerà nel giorno di Santa Lucia, in un concerto alla chiesa di San Nicolò all’Arena, e nel giorno della Festa dell’Europa, in una conferenza concerto con Quirino Principe che celebrerà le differenze che diventano incontro. E si suonerà persino allo zoo o, meglio, al bioparco perché la cultura non conosce confini.
Fare cultura: è un’impresa facile? Per nulla, soprattutto in un paese, l’Italia, che dedica alla cultura la stessa quantità di fondi stanziati dalla sola città di Berlino, ci confida Stefano. E in una città che spesso si dimostra ancora provinciale.
Fucina però rappresenta un piccolo prodigio veronese. Dal 2015 ora dà lavoro a tre dipendenti fissi, che si occupano dei vari aspetti che stanno dietro al complesso lavoro culturale: il contatto con i finanziatori, la raccolta fondi, la stesura dei progetti, la gestione del lavoro, solo per citare alcuni aspetti. E da lavoro a un’intera orchestra residente.
Con la cultura si mangia? Sembra di sì, soprattutto se si è abituati a fare tanto con poco, ci confessa Stefano. Forse però vale anche la pena capovolgere la domanda: noi, la cultura, la nutriamo abbastanza? Se la nostra cultura è malnutrita è ciò che possiamo diventare (o che magari già siamo): inospitali, intolleranti, infelici. Un po’ meno umani. La cultura, libera e viva come è quella che si assapora qui in Fucina, ha invece il potere di ridisegnare i confini di una città, della nostra comunità e civiltà.
È questo il potere della cultura. La facciamo anche noi quando acquistiamo un biglietto, e ci godiamo lo spettacolo.

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