Domenica 4 luglio mattina Garda si è tinta di rosso in ricordo di Alessandra Maffezzoli, maestra uccisa dall’ex compagno a Pastrengo l’8 giugno 2016, e di tutte quelle donne strappate precocemente alla vita dalla violenza di chi non accettava il loro essere liberamente Esseri Umani.

La Comunità di Garda ha vissuto con sgomento la triste vicenda di Alessandra, che ha motivato e determinato sempre di più le battaglie e l’impegno per far si che la cultura del rispetto e della parità dei diritti sia garantita in ogni sfaccettatura del rapporto tra Uomo e Donna.

«La Nostra finalità in questi anni è stata e sarà promuovere costantemente i processi di abbattimento dei pregiudizi e delle discriminazioni in nome di una supposta superiorità di stampo patriarcale che non corrisponde più alle attuali esigenze e alla realtà quotidiana del nostro vivere» è scritto sotto un post sulla pagina Facebook del Comune di Garda, che ha dichiarato le se intenzioni ad impegnarsi per costruire un progetto da proporre alla cittadinanza, che includa anche e soprattutto il processo di eliminazione delle barriere culturali che ancora molti uomini fanno proprie, e che purtroppo troppo spesso sfociano in differenziazioni pericolose, persecuzioni psicologiche e fisiche ai danni di donne.

«Confidiamo in un lavoro continuo di tutta la nostra Comunità per migliorarci costantemente – continua il post – e sviluppare reali processi di Parità che vedano non solo le Donne non più in situazioni di pericolo, ma anche gli Uomini sempre più coinvolti in questa battaglia all’eliminazione della violenza e alla vera parità di genere».