Presidente e socie di Soroptimist International club Verona
Presidente e socie di Soroptimist International club Verona

Un paravento variopinto, una comoda poltroncina lavabile, una scrivania per la consultazione di opuscoli informativi, un lavabo per l’igiene personale e qualche giochino per il fratellino/sorellina maggiore: c’è tutto ciò che serve ad accogliere mamme e bebè in sicurezza e pieno comfort nel Baby Pit-Stop allestito al Centro Commerciale Verona Uno di San Giovanni Lupatoto (al piano terra in corrispondenza delle casse centrali del Galassia) grazie all’attuazione Protocollo Unicef – Soroptimist International d’Italia siglato nel 2020, ora fatto proprio anche dal club Soroptimist International di Verona

Uno spazio specificatamente dedicato alle madri in allattamento, sia per consentire loro un momento di pausa e di riposo dalle attività quotidiane, lontano dal caos, sia per promuovere una pratica (l’allattamento al seno) fondamentale tanto per la salute del bambino che per la mamma, ma purtroppo non sufficientemente diffusa e facilitata. 

Un’iniziativa sposata con entusiasmo anche da Stefano Brendolan, presidente Consorzio Operatori Centro Commerciale Verona Uno, Debora Lerin, Assessore all’Infanzia e Adolescenza con delega alle Pari Opportunità del comune lupatotino, e Caterina Bellini, direttore del Centro Commerciale Verona Uno, già era a disposizione un servizio di nursery per il cambio pannolino «che siamo lieti, su proposta del Soroptimist, di completare con uno spazio allattamento – afferma Bellini – in quanto da qui passano davvero tante mamme». 

«Per questo ci sentiamo chiamate a rinsaldare la catena di sostegno e assistenza competente avviata da Unicef, affinché le donne vengano istruite sui benefici e le corrette procedure per svolgere al meglio anche questa ‘mansione’ materna e siano messe nelle condizioni di svolgerla senza problemi anche quando sono fuori casa», ha spiegato, al taglio del nastro, l’oncologa Annamaria Molino, presidente del Soroptimist International Club di Verona, affiancata dalle socie scaligere. 

L’incontro con Soroptimist Verona «ci consente di rispondere a una necessità sempre più sentita, a maggior ragione nel nostro ampio centro», aggiunge Brendolan.  

Questo nell’intento, ricorda ancora Molino, «di sostenere le pari opportunità e favorire la vita di tutte le donne, che tra un acquisto e l’altro potranno prendersi un momento tutto per loro e per il proprio piccolo, in uno spazio riservato, accogliente, protettivo, opportunamente attrezzato per l’allattamento». Che è anche il primo Baby Pit-Stop della provincia scaligera firmato “Unicef-Soroptimist”.

«In tutta Italia ne abbiamo fatti nascere, tramite il programma “Insieme per l’Allattamento” e diversi tipi di rete, circa 900, dislocati tra biblioteche, musei, aree archeologiche, spazi aperti al pubblico – ha svelato Nicola Brotto, responsabile del progetto Sport Unicef Italia e di Unicef Verona – contribuendo a garantire i diritti sanciti dalla Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, in particolare l’art. 24 che tutela il diritto alla salute. In diverse aree del mondo meno sviluppate, infatti, abbiamo dovuto addirittura reinsegnare alle mamme come allattare, salvando da morte certa tanti neonati». 

Importante dunque una cultura di rete, che «sull’esempio del sodalizio stretto con il Soroprimist Club di Verona, questa Amministrazione auspica di estendere a sempre più soggetti locali» ha detto Lerin, secondo la quale «ogni luogo pubblico, specie quando ad alto affollamento come un centro commerciale, dovrebbe ricalcare l’esperienza del Verona Uno e offrire alle mamme punti di sosta adeguati a conservare questa relazione così intima e fondamentale con il proprio bebè».

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