È un lavoro corale il cortometraggio nato dal lavoro del giovane e affiatato team della TajoCorto Production. Il titolo, “Il Fante di Fiori“, è a “prova di spoiler”: non svela nulla. Ma ciò che possiamo dire è che ha voluto raccontare attraverso la settima arte la quotidianità di un territorio come quello della Bassa Veronese, fatto di silenzi, calma, amicizia e dialogo. Nel cast gli attori veronesi Lorenzo Castagna, Alessandro Apostoli e Giorgia Osimati. A raccontarci questo progetto, la regista Irene Fabbrizi.

Prima di tutto, come nasce la tua passione per il cinema e il videomaking?

È nato tutto perché volevo documentare i viaggi che facevo, alle scuole medie e superiori. La mia attrezzatura era però molto amatoriale, quindi mi limitavo a montare i video per postarli sui social e inviarli ai miei amici. Ho continuato con alcuni progetti scolastici, finché ho deciso di iscrivermi a un corso annuale di video e filmmaking all’Istituto Palladio di Verona. Qui la mia passione ha preso forma e ho messo delle basi laddove fino a quel momento avevo sempre un po’ improvvisato.

Quindi “Il Fante di Fiori” non è il tuo primo lavoro alla regia, giusto?

È il mio primo cortometraggio in senso stretto.  A conclusione dell’anno accademico all’Istituto Palladio ne avevo realizzato un altro, ma a causa della pandemia ero stata un po’ limitata da vari fattori.

Veniamo dunque proprio al cortometraggio. Qual è il “dietro le quinte”, dalla formazione del gruppo, la TajoCorto Production, alla sceneggiatura vera e propria?

La TajoCorto Production è stata creata a settembre dell’anno scorso. In quel periodo un mio collega mi ha informato di un bando promosso dal Comune di Sona, chiamato “Bando alle ciance”, che finanziava  progetti presentati da gruppi di giovani. Ho pensato subito ai miei amici e colleghi, un bel gruppo affiatato con cui lavoro bene, e loro hanno accettato immediatamente. La sceneggiatura è stata scritta a sei mani da me, Giorgia Preti e Samuele Colombini. Abbiamo inviato tutto il materiale e abbiamo scoperto, a febbraio di quest’anno, di aver ottenuto il finanziamento per il nostro progetto. Quindi è partita subito la creazione dello storyboard, curato da Samuele, che ha dato forma alle nostre idee, e poi è partita la macchina organizzativa. Ci siamo divertiti molto: ci incontravamo la sera in videochiamata e facevamo dei veri e propri “brainstorming”, da cui a volte uscivano anche delle idee assurde.

Quanto sono durate le riprese?

Le riprese sono partite a metà giugno e sono terminate a metà luglio, per un totale però di circa una settimana effettiva di riprese. Senza poi contare gli intoppi (ride, ndr).

Un ruolo chiave lo hanno avuto anche gli anziani del paese in cui si svolge la storia, Fagnano. Come mai questa decisione?

L’idea di base era rappresentare il “gap” generazionale tra persone di età diverse, che faticano a comunicare. Nel corto il protagonista chiede consigli agli anziani del paese, notoriamente fonte di saggezza, per conquistare una ragazza. I consigli si rivelano però anacronistici e poco efficaci. Abbiamo voluto mettere insieme giovani e anziani per colmare il dialogo che è mancato durante il Covid, e infatti sono stati tutti molto felici di poter collaborare insieme. Fagnano ha risentito molto del lockdown, essendo una frazione molto piccola: non si poteva fare nulla delle già poche cose che prima si potevano fare. I cittadini sono stati quindi doppiamente entusiasti di poter prendere parte a questo progetto e fare qualcosa di alternativo, che smuovesse un po’ la monotonia delle giornate di paese.

Quindi possiamo dire che il feedback è stato positivo?

Il gruppo di TajoCorto Production

Il feedback è stato super positivo e, dal mio punto di vista, inaspettato. Fagnano è un paese composto prevalentemente da anziani e su consiglio di mia mamma ho chiesto una mano al parroco del paese per informare i cittadini che erano in corso i casting del cortometraggio. Questo ha provocato un’ondata di interesse del tutto imprevista e dopo la messa si sono presentate tante persone, sia da Trevenzuolo che dalle due frazioni, Fagnano e Roncolevà. Abbiamo scelto le tre signore più spigliate ed estroverse. Si sono tutti divertiti tantissimo.

Il 4 settembre c’è stata la presentazione ufficiale del cortometraggio, proprio a Trevenzuolo…

La serata del 4 settembre è stata spettacolare, da tutti i punti di vista. Abbiamo organizzato una serata all’Arena Verde di Trevenzuolo, con tanto di risottata prima della proiezione. Il riscontro è stato davvero positivo: è venuta molta gente. Sono stati molto apprezzati anche i video di “dietro alle quinte”: il pubblico si è potuto rendere conto che dietro a un cortometraggio di 15 minuti c’è un lavoro di quasi un anno.

Dove possiamo vedere “Il Fante di Fiori”?

Il cortometraggio non è visibile da nessuna parte al momento, perché lo vogliamo iscrivere a qualche concorso, ma nel frattempo potete godervi il trailer!

Come TajoCorto Production avete progetti per il futuro?

Assolutamente sì. Siccome non siamo capaci di stare fermi (soprattutto io), stiamo già buttando giù le idee per un nuovo progetto. Non vediamo l’ora!

Guarda il trailer:

banner-gif
Articolo precedenteLa biblioteca del tempo che racconta l’Amarone 
Articolo successivoRete Self Help sul palco per sensibilizzare sui disturbi della salute mentale