Certo sarà un festival rivisto, niente eventi collaterali, rimandato il cartellone Parole Altee tutto il corollario di attività extra proiezioni che negli anni hanno attirato adulti e bambini all’ombra estiva del Teatro Vittoria di Bosco Chiesanuova. Ma ci sarà la 26esima edizione e sarà decisamente pregiata sotto il profilo cinematografico. «Non potevano mancare l’appuntamento. Sarebbe stato un peccato rinunciare ad una delle migliori edizioni per qualità tra generi, provenienze e anteprime» ci spiega il direttore artistico Alessandro Anderloni. Oltre 600 pellicole da 80 Paesi sono state visionate per comporre la selezione che verrà proiettata dal 21 al 30 agosto. La rassegna internazionale dedicata a vita, storie e tradizioni in montagna, che gode anche quest’anno del patrocinio del ministero dell’Ambiente e del Parlamento Europeo, oltre che del sostegno dei Ministero dei Beni Culturali, conserva le categorie abituali con i film in concorso e quelli fuori.

COSA CAMBIA 

Novità 2020 la giuria che da internazionale diventerà, per esigenze comprensibili, locale. A scegliere il vincitore della Lessinia d’Oro saranno i giudici forse più severi: gli spettatori. «Siamo riusciti ad assicurare anche la presenza delle Giurie Speciali a cui teniamo molto come la giuria MicroCosmo dei detenuti del Carcere di Montorio, il Premio della Cassa Rurale Vallagarina e Log To Green Movie Award per il miglior film ecosostenibile» precisa il direttore artistico. Nel rispetto delle normative in vigore, l’accesso alle sale sarà contingentato e legato alla prenotazione. Non mancherà lo sguardo all’online che questa pandemia ha contribuito a rendere prassi nelle nostre vite: il festival avrà anche una sala virtuale online per la visione dei film on demand. La piazza del Festival, per evitare assembramenti, quest’anno sarà sostituita dalla sua versione diffusa. «Si snoderà lungo tutto il paese di Bosco Chiesanuova». Con tanto di mappa a riepilogare i luoghi dove mangiare, dormire o anche solo sostare per un caffè, tra una proiezione e l’altra. Una rassegna che quest’anno sceglie l’ampiezza come metrica per raccontarsi. Non un tema singolo come guida ma «la pluralità di tematiche mai come quest’anno sarà l’ossatura» chiarisce Anderloni. L’epicentro sarà la tenacia di chi, per scelta o per sorte, esiste tra le altezza. E con un budget ridotto di un terzo rispetto al 2019, anche la kermesse dimostra «di avere le spalle larghe» e la stessa andatura perseverante delle vite che racconta.