Dall’anno scorso il rapporto fra Ministero per i beni e le attività culturali e festival si è arricchito con la partecipazione al Tocatì dell’Istituto centrale per la demoetnoantropologia (Icde). È l’organismo che, in seno al Ministero, si occupa di tutte le attività relative alla salvaguardia, promozione e valorizzazione del patrimonio culturale immateriale italiano. «L’istituto organizza attività di documentazione, sostiene i ricercatori e si occupa di formazione» spiega il direttore dell’Icde Leandro Ventura. «Con Aga ci concentriamo sulla salvaguardia del patrimonio ludico tradizionale, con raccolta di materiale e interviste ai giocatori per testimoniare la situazione delle comunità ludiche». L’aspetto della formazione è invece fondamentale per la trasmissione.

AL FORUM INTERNAZIONALE DELLA CULTURA LUDICA

In Cortile Mercato Vecchio, per il secondo anno, al Festival Tocatì sarà presente uno spazio dedicato all’Icde. Qui, in collaborazione con il Muciv, il Museo della civiltà di Roma, saranno presentati ai bambini oggetti di gioco tradizionali, da ricreare e con cui giocare. In programma inoltre una conferenza dedicata al gioco come pratica inclusiva.

«Nel percorso di Aga c’è stata una progressiva presa di coscienza del valore di ciò che facevano e si sono accorti di dover approfondire alcuni aspetti relativi a ricerca e formazione» spiega Ventura, ripercorrendo le tappe dell’incontro con il festival veronese. «Abbiamo anche organizzato insieme una serie di incontri con le comunità di gioco. Sono momenti di confronto e divulgazione scientifica sui fondamenti della salvaguardia e trasmissione del patrimonio».

La ricerca sul gioco tradizionale supera le mura di Verona e rende la città un punto di partenza per altre esperienze, oltre a un atteso ritrovo annuale. «Conosco bene la città, ma trovarla trasformata in un enorme campo da gioco mi ha lasciato piacevolmente stupito» conclude il direttore di Icde. «Attività come il Tocatì permettono una visione e un uso diversi dello spazio urbano, con la riappropriazione per il cittadino dei luoghi della vita quotidiana».

QUEI GIORNI IMMATERIALI NELLA LUDODIVERSITÀ…

È nata a Verona nel 2017 la Rete Italiana per la Salvaguardia dei Giochi e degli Sport tradizionali. Dopo gli incontri di Verona, Roma e Mede le Giornate dell’Immateriale quest’anno l’appuntamento era il 14 e 15 Giugno a Santa Fiora, in Toscana. Un bel salto dal momento metropolitano dell’anno prima a Roma all’Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia (MiBAC). La primavera toscana ha permesso alle tante anime della rete di mettersi in ascolto di otto comunità ludiche che con i loro giochi e le loro tradizioni locali hanno regalato un viaggio in un passato che non smette di conservare la sua attualità.