Un’indagine Adsi, Associazione Dimore Storiche Italiane, svolta sui legami tra dimore storiche e giardini, dimostra quanto questi elementi di architettura del verde costituiscano un valore aggiunto al patrimonio culturale di ville, villini, case e palazzi. È su questo interessante focus si è concentrato l’incontro Tutela e valorizzazione del patrimonio paesaggistico: giardini storici e contesti di villa” organizzato dalla sezione Veneto di Adsi con la Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio per le Provincie di Verona, Rovigo e Vicenza. Le Dimore Storiche sono un “bene pubblico” e per il futuro ci attendono importanti sfide: sul fronte della valorizzazione, della difesa della biodiversità e dei cambiamenti climatici.

L’incontro, organizzato a Palazzo Giardino Giusti, si è aperto lo scorso 30 giugno con i saluti del Sindaco di Verona portati dell’Assessore alle Strade ed ai Giardini del Comune di Verona, Marco Padovani che ha evidenziato l’interesse della città per la valorizzazione degli spazi verdi. A seguire sono intervenuti De Stefano, Vice Presidente Uscente Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti Conservatori della Provincia di Verona e Luca Crema Presidente Federazione Regionale Ordini dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali del Veneto. 

La dichiarazione del presidente nazionale di Adsi

«Stiamo parlando di uno straordinario museo diffuso che vale a livello nazionale 45 milioni di visitatori all’anno. – ha commentato Giacomo di Thiene, presidente nazionale Adsi – Si tratta di un sistema culturale che va promosso e preservato. Infatti, l’incontro dello scorso 30 luglio ci ricorda che dobbiamo costruire una forte sinergia tra proprietari, architetti e Soprintendenza per capire come gestire oggi e in futuro questi beni unici.»

La dichiarazione di Giovanna Battista

«Nel valore del bene culturale risiede la specificità locale perciò non possiamo avere dei giardini “All You Can Eat”. ha sottolineato Giovanna Battista, della Sopraintendenza – Infatti, nel processo di restauro di un giardino bisogna tenere conto della specificità dove ci si trova». Queste sono state le parole della Battista al fine di evidenziare il fatto che i giardini storici devono essere al passo con le necessità dei tempi, ma anche restare coerenti rispetto al contesto in cui sono localizzati.

In cosa consiste il progetto “Educare nel Bosco”

Ulteriori aspetti sono stati toccati dagli altri ospiti. Tra questi anche il tema della didattica nei giardini grazie all’intervento di Maria Giulia da Sacco di Villa La Valverde che propone un progetto interessante: “Educare nel Bosco” una forma di laboratorio esperienziale nato dalla valorizzazione di terreni attorno alla dimora. Giovanna Alberta Campitelli, Vice Presidente Associazione Parchi e Giardini d’Italia, ha illustrato criteri e metodi di intervento nei giardini storici tra restauro, ripristino e ricostruzione. Annachiara Vendramin, Consigliere nazionale Associazione italiana di Architettura del Paesaggio, ha parlato della manutenzione programmata del giardino storico in relazione alle emergenze attuali. Mentre Daniele Zovi, già Generale dei Carabinieri Forestali, ha messo l’accento sulla progettazione della manutenzione del verde in aree tutelate.

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