Stefano, se lo ricorda il primo intervento?

Il primo intervento risale all’estate del 2016, dopo la sottoscrizione della convenzione con Comune, Amia e Agsm. Abbiamo rimosso una scritta gigante su un muro del IV secolo, sulla Chiesa di Santo Stefano, vicino a Ponte Pietra. Ricordo un aneddoto di quel momento. Ci siamo presentati al parroco, Don Corrado, e gli abbiamo detto: «Buongiorno, siamo gli Angeli del Bello, e vorremmo rimuovere gratuitamente la scritta». Credo che all’inizio abbia pensato che lo prendessimo in giro, in realtà poi quell’area è diventata il nostro punto di riferimento e ogni domenica mattina passiamo con un gruppetto che da lì presidia il Ponte Pietra e la scalinata che porta a Castel San Pietro.

Perché lo fate?

Siamo convinti che la partecipazione possa creare coesione sociale. Vogliamo contribuire alla diffusione del senso civico dei cittadini, il che significa, essenzialmente, rispetto delle regole e la volontà di partecipare in modo attivo alla vita della collettività.

Di cosa vi siete resi conto in questi due anni di attività?

Oggi il nostro impegno gode di una certa notorietà. Quando siamo sulle strade in molti si fermano ed esprimono apprezzamenti per quello che facciamo. Ecco un’altra cosa importante, noi non facciamo attività dilettantistica. Se c’è bisogno dell’intervento di un professionista, interviene un restauratore, e abbiamo l’ok della Soprintendenza. Questo ce lo riconoscono. Ma ognuno può fare qualcosa per la propria città. Se ci prendiamo cura del posto in cui viviamo, si crea maggior fiducia e si vive meglio.

Alcuni volontari

Avete avviato diverse collaborazioni..

La volontà di creare partecipazione e coesione evidenzia che nel DNA dell’associazione c’è il desiderio di collaborare. Siamo il contrario della gelosia. Abbiamo creato un legame con il Centro Turistico Giovanile, svolgiamo attività nelle scuole dove coinvolgiamo nei lavori studenti e docenti; abbiamo poi una collaborazione continuativa con la cooperativa che si occupa dei richiedenti asilo di Costagrande. Una media di 4 o 5 ragazzi per due volte a settimana ci aiutano nelle attività di tutti i giorni. Ora qualcuno di loro ha trovato un lavoro e li vediamo un po’ meno; per esempio un ragazzo si è inserito come apprendista in un’officina che sistema biciclette.

Avete degli interventi in programma per quest’anno?

Ho un elenco dei luoghi in cui saremo attivi nei prossimi mesi. Abbiamo gli argini di San Giorgio, dove abbiamo il permesso del Genio Civile per togliere tutte le scritte, poi le panchine della Giarina, vasconi e pergola di Piazza Isolo, la manutenzione delle targhe stradali di Borgo Trento, poi il proseguimento delle attività continuative quindi la rimozione dei lucchetti, il mantenimento del giardino di fronte a San Nicolò e del parco delle Colombare, la pulizia della fontana di Piazza Erbe, la verniciatura dei portoni della sede Fevoss di via Marconi, il mantenimento di Ponte Pietra, la pulizia delle Regaste San Zeno e di Ponte Castelvecchio.

In che cosa spera Stefano?

In una diffusione del modello, perché la partecipazione attiva dei cittadini riesca a toccare anche gli altri quartieri. Perché non c’è solo il centro storico. Per esempio Avesa, io amo definirla un gioiellino nel gioiello.