cantine bertani amarone

Quando in casa Bertani si decise di iniziare a trasformare il dolce Recioto in un vino secco, ispirandosi alle moderne tecniche francesi, tutti pensarono a una follia. A metà del Novecento, invece, l’azienda concretizza una ricerca lunga oltre mezzo secolo, per produrre un vino che nasce per durare per sempre. Inizia così la storia dell’Amarone, e una scelta folle si trasforma in incredibile lungimiranza imprenditoriale.

Oggi, per la prima volta nella sua storia, Bertani presenta la sua biblioteca del tempo grazie a The Library, la preziosa monografia che racconta il patrimonio di annate storiche di Amarone della Valpolicella Classico, custodite nella cantina di Grezzana dal lontano 1958. Bertani è l’unica azienda della Valpolicella a possedere una biblioteca di 48 annate che coprono sei decadi, partendo dalla prima in commercio alla 2013, che verrà rilasciata sul mercato a dicembre 2023. Di queste sono 43 quelle selezionate da Nick Jackson, Master of Wine già autore di Beyond Flavour, ex buyer di Sotheby’s e grande esperto di fine wines, per The Library.

Andrea Lonardi

All’interno della monografia i vini non sono descritti con un punteggio, com’è prassi per simili documenti, ma attraverso una classificazione che riflette l’individualità delle bottiglie; le annate sono state suddivise in quattro categorie che esprimono un carattere distintivo: esuberanza, delicatezza, armonia e finezza. Non una ricerca del vino migliore, quindi, ma la definizione delle caratteristiche dell’oggi, immaginando come saranno domani. La terminologia è contemporanea, la lettura piacevole e trasversale, non limitata a grandi esperti. Un documento che non è fine a se stesso, come assicura Andrea Lonardi, direttore operativo di Bertani, ma che dovrà essere aggiornato almeno una volta ogni dieci anni con le nuove annate disponibili sul mercato, soprattutto per ridefinire quelle già presenti, seguendo la loro evoluzione nel tempo. The Library altro non è che il racconto di come in Bertani lo stile, attraversando i decenni, ha saputo mantenere la sua identità inconfondibile e salde le sue radici. Le 43 bottiglie prese in esame, pur portando con sé l’eredità dell’annata di produzione, grazie al lungo affinamento che le forgia in carattere, sono unite da un fil rouge che non ha mai ceduto alle mode e coniuga passato e presente.

Un lavoro che ha visto tutti coinvolti anche nel costruire una storia della denominazione Amarone, per creare uno strumento di lavoro autorevole e una consapevolezza nel territorio della Valpolicella, che cela ancora un grandissimo potenziale. Uno strumento che aiuta noi italiani a capire quanto questo vino abbia dei pari a livello internazionale, ma allo stesso tempo serve per far conoscere l’Amarone, il suo mondo e la sua terra ai grandi opinion leader internazionali. «Grazie soprattutto al percorso che sto facendo all’interno del Master of Wine – conclude Lonardi – ho capito che se vogliamo sederci nei salotti dei grandi fine wines nel mondo dobbiamo avere gli strumenti che ci permettono di stare in quegli spazi e di poter raccontare chi siamo. The Library diventa il nostro biglietto da visita per tutti i grandi degustatori che hanno bisogno di riferimenti, di metri di paragone, di conoscere la potenzialità di evoluzione dei nostri vini».

64 anni di storia, una verticale di 43 annate, ma citando Nick Jackson “the best is yet to come”, il meglio deve ancora venire. Assaggiare per credere.

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