Ali di farfalla

Racconto di Irene

C’era una volta una farfalla bellissima, con ali grandi per abbracciare e colori vivaci per rallegrare. Abitava con il suo amore in un fiore di campo, aveva una famiglia felice e tanti amici. Al mattino volava solitaria respirando il dolce profumo dei fiori, mentre al pomeriggio giocava con le amiche a “palla-tana”, un gioco che assomiglia al calcio. Un giorno, durante una partita, la farfalla si accorse che un’ala era debole e riusciva a tirare solo con la destra. Allora andò dal dottor Pettirosso, che vide una scheggia infilata tra l’ala e il corpicino. Il dottore tolse con attenzione la scheggia e mandò la farfalla in un ospedale circondato da boschi, dove lavoravano le api infermiere più gentili del mondo. Per guarire la farfalla doveva fare degli esercizi per rinforzare le ali, dormire sotto i raggi del sole e bere la rugiada amara. Era un lavoro difficile, la farfalla era stanca e aveva paura perché la scheggia aveva rovinato le ali e forse non sarebbe più riuscita a giocare a “palla-tana”. Per fortuna con lei c’erano altre farfalle ferite e con loro si divertiva a imparare nuovi giochi: “palla-fiore”, “volo-bike”, “tiro con la foglia”, “pungitopo”, “pallavolante”…Una volta andarono perfino a navigare sul lago Smeraldo e a sciare sul monte Innevato! La sera cantavano allegramente mentre mangiavano foglie deliziose e bevevano nettare prelibato. Piano piano la farfalla imparò a volare con un’ala sola e un giorno fu pronta per tornare a casa, dove l’attendevano con gioia la famiglia e gli amici. Per festeggiare la portarono a conoscere i suoi idoli: il campione di “volo-bike” Alex Anacardi e il grande attaccante di “palla-tana” Roberto Foraggio. La farfalla era felice circondata dall’affetto di tutti, ma aveva ancora tanta paura perché, anche se continuava a fare gli esercizi, a dormire sotto il sole e a bere la rugiada amara, le ali erano sempre più deboli… Allora abbracciava il suo amore e guardava il cielo, dove ci sono gli angeli custodi e tornava serena perché sapeva di essere protetta dalle loro ali. Aveva imparato a volare con il cuore.

Lettera di Andrea Begnini

Esaminando un po’ gli aspetti e le strade che ho preso nella vita, ho riflettuto su come ho affrontato sventure e malattie e a come ho reagito alle prove a cui sono stato sottoposto. Ho cercato di ricapitolare il tutto e trarre ciò che di buono ho tirato fuori da me per non soccombere emotivamente.

Alla fine ho scritto un libro. Ho tenuto nascosto per anni il cancro. Non volevo si sapesse dei due tumori che nel 2015 ho affrontato e sconfitto da impavido guerriero. Hanno fatto tutto i bravissimi medici a cui ho affidato la mia salute. Mi hanno operato e seguito nella ripresa fisica. Ma io mi ritengo un guerriero perché sono riuscito a reagire psicologicamente molto bene alla malattia. Dopo lo shock iniziale ho ritrovato la serenità e affrontato il percorso di guarigione in maniera meravigliosa. È la serenità ad essere una medicina meravigliosa.

Ho deciso, a questo punto della mia vita, di scrivere un libro che ho intitolato Perché ridere è una cosa seria. Il libro è diviso in due parti. La prima, una biografia in cui racconto le mie disavventure. La seconda in cui raccolgo conclusioni e consigli nella speranza di influenzare positivamente tutti coloro che hanno bisogno di un incoraggiamento. Questa vita è meravigliosa, a volte dura, ma merita di essere vissuta al 100% delle nostre possibilità. Il pensiero positivo e la calma interiore sono l’arma vincente per una vita serena.

Poesia di Silvana C.

In un giorno d’autunno,
tra il vento e la pioggia prima,
in mezzo a due raggi di sole poi,
vola il pensiero del domani,
di un domani non troppo lontano.

Un pensiero fatto di persone,
progetti, speranze, angosce,
un pensiero che da cosa astratta diventa cosa viva, materia.

Una materia fluida che ti invade e diventa parte di te…
Ti aggredisce in modo silente, ti stanca oggi
Per rafforzarti domani,
affinché tu possa vivere
quel domani tanto atteso
e la morsa che ti attanagliava non ci sarà più

L’anima è lì,
il tuo io, il tuo amore è lì,
tra il sole d’estate e il vento d’autunno
tra le angosce e le lacrime
lavate via dalla pioggia
una pioggia e un vento
venuti per te
per portare via tutto ciò che ti affligge lasciandoti ristorata, nel corpo e nell’anima.

La speranza e la tenacia
Nel difendere quel pensiero, che va alla ricerca di quel momento chiamato domani, deve essere la tua forza.