Reclusi due volte. Perché in cella a scontare gli errori commessi. E perché lontani da quella società che talvolta non hanno compreso fino in fondo, per colpa (anche) dell’incapacità di parlare la lingua del Paese che li ha ospitati

Da giugno, nel tempo della pena delle persone detenute nella Casa circondariale di Verona, un progetto di apprendimento aiuta ad abbattere le barriere linguistiche per chi non ha familiarità con l’italiano. È un corso multimediale di alfabetizzazione strutturato in 20 puntate da vedere in tv, sull’emittente Telepace (il martedì alle 14.30 con replica il giovedì alle 15.30), che accompagna gli spettatori nella dimensione di una famiglia. 

Mamma Anna e papà Paolo Fappani, con i figli Marta e Carlo, non fanno altro che essere se stessi nella quotidianità di chi vive in un appartamento in città e si destreggia tra lavoro e studio, amicizie e tempo libero. Al termine, un focus è dedicato alla didattica, con insegnanti che si soffermano su regole e passaggi comunicativi. Così, valorizzando il video-corso prodotto dall’Ufficio scolastico per la Lombardia L’Italiano in famiglia, è diventato un appuntamento sul piccolo schermo nel carcere di Montorio. E non solo entro quei ristretti orizzonti. 

Per il distanziamento sociale imposto dalla pandemia, e la conseguente impossibilità di incontrare gli studenti, Paola Tacchella, docente del Centro provinciale per l’istruzione degli adulti (Cpia) di Verona che da quasi trent’anni opera con passione nel carcere scaligero, ha pensato questa soluzione creativa per raggiungere quanti nell’istituto non hanno potuto fruire della didattica a distanza e permettere loro di praticare la lingua. «In ogni cella è presente un televisore, che poteva diventare lo strumento per arrivare a tutti i detenuti», spiega. Intuizione subito appoggiata dalla dirigente del Cpia Nicoletta Morbioli con le colleghe Carla Gobbetti e Anna Corsini, e dalla direttrice della Casa circondariale di Montorio Maria Grazia Bregoli. 

ITALIANO PER TUTTA L’ESTATE

Mentre le due direzioni stanno curando l’allestimento di una linea per aule e biblioteca del carcere dedicata alla didattica a distanza prevista da ambedue i ministeri, il progetto L’italiano in onda accompagnerà per l’intera l’estate le persone detenute e chi vorrà conoscere la nostra lingua. Infatti, per sensibilità dell’emittente, il video-corso è fruibile da tutti sul digitale terrestre oppure in streaming collegandosi al sito internet www.telepace.it. Oltre che nel Veronese, il canale è visibile a Vicenza e Belluno, in Trentino Alto-Adige, in Lombardia ed Emilia Romagna. 

«Un’iniziativa pensata per il carcere è diventata opportunità per la popolazione nel territorio. Potranno essere raggiunti coloro che, per diversi motivi, non possono recarsi alla scuola comunque presente in ogni città d’Italia. Soprattutto chi lavora nel nostro Paese ha bisogno di comunicare: chi è impegnato nella cura delle persone, nell’assistenza domiciliare ad anziani, malati e disabili; collaboratrici domestiche, mamme casalinghe, lavoratori o lavoratrici, semplici cittadini spesso nell’ombra. Questo strumento è mirato ad abbattere le barriere che impediscono un reale e positivo inserimento nella comunità e riconosce pari dignità a tutti nel superamento di stereotipi e pregiudizi», fa notare. L’auspicio, prosegue, è che poi decidano di fare un passo in più, avvicinandosi alle opportunità formative proposte dal Centro scolastico. «La padronanza della lingua è fondamentale per esercitare il diritto di cittadinanza attiva», conclude Tacchella. Che sia dallo spazio contenuto di una cella o all’esterno. 

CPIA: COS’È?

Organismo del ministero della Pubblica Istruzione distribuito capillarmente nel territorio nazionale, è deputato alla formazione degli adulti. Offre la frequenza a corsi di alfabetizzazione linguistica per principianti e altri livelli (A1, A2, B1, B2) fino al primo livello (scuola media) per ottenere il diploma utile per l’attività lavorativa o fruire della formazione professionale. Altre lezioni sono orientate all’alfabetizzazione informatica e ad altre lingue. Fondamentale per gli immigrati è la preparazione per conseguire il livello linguistico richiesto dalla Prefettura per il permesso di soggiorno di lunga durata. Info: www.cpiaverona.gov.it