registro buone pratiche unesco

Verona è avviata a diventare una piccola capitale delle comunità ludiche e un laboratorio per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale. Da tempo infatti l’Associazione Giochi Antichi ha avviato, insieme ai partner provenienti da Belgio, Cipro, Croazia e Francia, un percorso verso l’iscrizione al Registro delle buone pratiche Unesco per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale. 

«Fra i valori fondamentali dell’Unesco – spiega Valentina Lapiccirella Zingari, antropologa specializzata nella salvaguardia del patrimonio immateriale, che collabora con Aga – ci sono la costruzione della pace e della cittadinanza attraverso le scienze, la cultura, l’educazione. Il Registro è uno degli strumenti nati al fine di perseguire questi valori». Si tratta di una visione di patrimonio “vivo”, fondato sul sostegno a chi lo trasmette, alle comunità e ai loro luoghi. «Parlare di salvaguardia di patrimonio immateriale non significa la sua conservazione immutabile, anzi. È fondamentale il concetto di trasmissione dell’eredità culturale» aggiunge l’antropologa. «Il gioco è una grande metafora del patrimonio immateriale: è legato a un territorio e si sviluppa nel dialogo fra comunità di gioco».

IL REGISTRO DELLE BUONE PRATICHE

L’iscrizione al Registro Unesco, cui sta lavorando Aga insieme ai quattro partner esteri, indirizza dunque verso un preciso percorso di documentazione, ricerca, valorizzazione ed educazione. I Paesi che sostengono la candidatura si impegnano a riproporre il modello del Tocatì, coniugando attività locali con quelle nazionali e internazionali. Nel farlo, coinvolgono scuole e istituzioni nella diffusione del patrimonio ludico. Il Tocatì non sarà più solo un festival ma un modello e una serie di attività permanenti. «Dopo tre anni di lavoro siamo a un buon punto con l’avanzamento della pratica» spiega Lapiccirella Zingari. «Stiamo preparando il dossier da presentare all’Unesco. A settembre avremo già un documento in fase avanzata. Prevediamo di inviare la candidatura per fine anno».

IL CONVEGNO E UNA PASSEGGIATA (PATRIMONIALE)

Tocatì, un patrimonio condiviso, edizione 2019, sarà sabato 14 e domenica 15 settembre. Sabato è in programma una “passeggiata patrimoniale” attraverso il Tocatì. I rappresentanti delle istituzioni, con associazioni e con comunità di gioco potranno vivere dall’interno la città che si trasforma in capitale internazionale dei giochi tradizionali e incontrare i gruppi che partecipano al Festival. Domenica, con il convegno al Museo di Storia naturale, sarà dato spazio ai programmi di salvaguardia dei giochi e sport tradizionali e alla condivisione del significato della candidatura al Registro Unesco per ogni Paese. Saranno presenti numerose comunità di gioco.

L’UNESCO

È l’organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura, fondata dopo le distruzioni delle guerre mondiali. Lo spirito di coordinazione e cooperazione internazionale che la contraddistingue nasce dunque dalla consapevolezza che gli accordi economici e politici non sono sufficienti per costruire una pace duratura. Aga rappresenta Aejest, l’associazione europea di giochi e sport tradizionali di cui fa parte, presso l’Unesco.

IL PATRIMONIO CULTURALE IMMATERIALE

Non solo monumenti e collezioni di oggetti. Il patrimonio culturale è composto anche da tutte le tradizioni vive trasmesse dai nostri antenati. «La sua importanza non risiede nella manifestazione culturale in sé, bensì nella ricchezza di conoscenza e competenze che vengono trasmesse da una generazione all’altra» (unesco.it).

LE LISTE E IL REGISTRO

La Convenzione dell’Unesco ha istituito due liste di beni immateriali. La Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale ha lo scopo di dimostrare la ricchezza del patrimonio intangibile e aumentare la consapevolezza della sua importanza. Esempi italiani sono l’opera dei pupi siciliani, il canto a tenore sardo e l’arte dei “pizzaiuoli” napoletani. La Lista del patrimonio immateriale che necessita di urgente tutela ha invece l’obiettivo di mobilitare la cooperazione internazionale per sostenere gli interessati con misure adeguate. Alle due liste si aggiunge il Registro delle buone pratiche di salvaguardia, che contiene programmi, progetti e attività che riflettono i principi della Convenzione Unesco.