Ci sono un prima e un dopo nella vita di Maria Teresa Ferrari. Prima e dopo il cancro. La sua vita, che non ha mai rinunciato a raccontare, si divide così. Eppure non si è mai arresa, non ha mai pensato di non farcela, nemmeno quando le hanno diagnosticato un cancro al rene e quando a inizio anno ha avuto un aneurisma cerebrale. Maria Teresa, che sette anni fa ha fondato l’associazione “La Cura Sono Io”, si è raccontata a “Protagonisti” parlando anche degli appuntamenti di Ottobre in Rosa, organizzati sul territorio per fare prevenzione sul cancro al seno.

«Fino ai 50 anni ho fatto una vita che ho desiderato. Una vita molto libera, molto spericolata, non in negativo, ma nel senso che sono partita dal giornalismo con l’idea di muovermi. Ho collaborato con tantissime riviste e ho visto tanta bellezza. Poi a 50 anni ha bussato alla mia porta l’ospite inatteso: il cancro, un cancro che silente, come lo sono molti, ma non tutti. Io facevo i controlli regolari perché vengo da una famiglia dove il cancro c’era già. In questo controllo hanno scoperto che avevo un cancro curabile, ma molto tosto perché mi aveva già colpito linfonodi e quindi avrebbe richiesto delle terapie, chemioterapia e radioterapia. Nel letto di ospedale è nato “La cura sono io”, perchè ho capito che la cura doveva partire da me».

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