La compagine scaligera, nata da pochi mesi grazie alla determinazione di Paolo Macaccaro, pratica il Wheelchair Rugby, spettacolare disciplina di squadra aperta a persone affette da tetraplegia o patologie affini. Grazie allo sport si può migliorare la vita di tutti i giorni, ritagliandosi nuove fette di autonomia.

Nel mondo il suo nome è l’altisonante Wheelchair Rugby, mentre da noi si chiama semplicemente “rugby in carrozzina“. Questo sembra portare in due direzioni opposte, apparentemente inconciliabili: la ruvidezza dello sport con la palla ovale (che non viene usata, a dire il vero) coniugata con la delicatezza che si prova istintivamente verso i portatori di handicap.

Chiariamoci subito le idee. “Rugby” sta innanzitutto per la presenza di contatto tra giocatori e tra le loro carrozzine da gara, veicoli performanti in grado di reggere l’urto degli scontri e di adattarsi perfettamente alle fasi di attacco e difesa.

Anche Verona sta partecipando allo sviluppo di questa disciplina, giunta in Italia da appena cinque anni. Da pochi mesi è nata la squadra dei Mastini Cangrandi, grazie alla determinazione di Paolo Macaccaro, atleta affetto dalla nascita da tetraparesi spastica. Le sue idee sono decisamente chiare: «La nostra intenzione è di coinvolgere sempre più disabili veronesi grazie a questo sport».

Pratica sportiva come grimaldello per scardinare situazioni difficili come quelle legate ad una grave invalidità, insomma. Macaccaro ci illumina sulla questione: «Pensare che l’invalidità sia limitante è semplicemente… limitante. Il nostro sport abbatte il pregiudizio di eccessiva protezione verso i portatori di handicap». Troppe volte i disabili restano nell’ombra del sostegno di chi sta loro vicino, pensando di non poter più fare attività sportiva. Invece nella vivacità dello scontro agonistico viene riconquistata una fisicità che si credeva smarrita per sempre. «Questo sport – spiega Macaccaro – dà la possibilità di rimettersi in gioco e aiuta anche nella quotidianità: rinforza la muscolatura residua e permette di fare movimenti che prima non si facevano».

A partire da tre atleti veronesi avvicinatisi al rugby in carrozzina nell’ambiente padovano, i Mastini sono cresciuti di numero fino a formare un primo embrione di squadra. Per il 2017 è al vaglio della federazione una proposta per varare il primo campionato nazionale, che confronterebbe i 7/8 team attualmente presenti in Italia.

Ovviamente le spese sono molte, come costi per gli allenamenti, per le trasferte e anche per le carrozzine da gara, mezzi diversi da quelli da passeggio. I Mastini dunque sperano di trovare, oltre a persone disposte ad aiutare nella gestione, anche un sostegno economico per le prime fasi di avvio, dopo aver ricevuto un piccolo aiuto dalla Banca Popolare di Verona.

Chiude Macaccaro: «A volte penso che ci manchi ancora tutto. Eppure abbiamo tutto l’entusiasmo e la passione necessari per continuare nella diffusione di questo sport unico».

Allenamenti: succursale del Liceo “G. Fracastoro”, via Cà di Cozzi 39, il mercoledì dalle 19.30 alle 21.00.

Contatti: Paolo Macaccaro cell. 329 4768521

mastinicangrandiasd@gmail.com

La nazionale italiana in lizza agli Europei di divisione B

Nonostante sia presente entro i nostri confini da poco, la nazionale di rugby in carrozzina sta crescendo e togliendosi piccole soddisfazioni sul palcoscenico continentale. Agli ultimi campionati Europei di divisione C, svoltisi a Lignano Sabbiadoro in giugno, la squadra azzurra, nella quale milita anche Macaccaro, ha vinto il round robin contro Russia, Israele e Norvegia perdendo solo in finale contro i russi. Il secondo posto l’ha promossa nella categoria superiore, la cui fase finale si terrà a Nottwil (Svizzera) all’inizio di ottobre. Il sogno dell’Italia, ventiduesima nel ranking mondiale e inserita nel pool B con Belgio, Svizzera e Austria, è di consolidare la propria ascesa.